Concetti Chiave
- Machiavelli propone norme di comportamento concrete per mantenere il principato, enfatizzando l'importanza della "verità effettuale".
- Le ideali astratte di governance non sono praticabili e possono portare alla rovina del principe, a differenza di approcci realistici.
- Il concetto di "essere buono" è relativo e deve essere adattato alla necessità del momento, piuttosto che considerato un valore assoluto.
- La contrapposizione tra "come si dovrebbe vivere" e "come si vive" è riflessa nell'uso alternato dei modi verbali condizionali e indicativi.
- Machiavelli conclude che, sebbene avere tutte le qualità buone in un principe sarebbe ideale, è necessaria prudenza nella loro applicazione pratica.
Norme di comportamento nel principato
Anche in questo capitolo, com’è nella norma del Principe, il segretario fiorentino intende fornire concrete norme di comportamento, necessarie a mantenere il principato. Notevole, in questo senso, è la precisazione metodologica con cui Machiavelli ancora una volta rivendica l’opportunità di mantenersi legati alla «verità effettuale», al «come si vive», quale solo dato che consente di scrivere «cosa utile a chi la intende» (r. 7).
Verità effettuale vs. ideali astratti
L’astratta definizione di un ordinamento politico idealmente fondato su «come si dovrebbe vivere» (r. 10), irrealizzabile perché privo di legami con la realtà,produrrebbe invece un risultato opposto a quello desiderato, conducendo il principe alla ruina. È in quest’ottica che va intesa la precisazione che «l’essere buono» non costituisce di per sé per il principe un valore, ma un comportamento da «usar[e] e non usare secondo la necessità» (rr. 14-15), ovvero secondo che sia opportuno o meno, nel caso concreto, in funzione del raggiungimento del fine.
Contrapposizione stilistica e conclusione
L’alternanza dei modi verbali è il più evidente riflesso stilistico di questa contrapposizione fra «come si dovrebbe vivere» e «come si vive», dunque fra realtà ipotetiche e concreta «verità effettuale»: il condizionale, da una parte, corrisponde al primo polo; l’indicativo, dall’altra, corrisponde al secondo. Emblematica, sul finire del capitolo, la precisazione con cui si mettono in contrapposizione, un’ultima volta, gli astratti auspici e la concreta verità delle cose: trovare riunite in un unico principe tutte le qualità che si possono dire buone «sarebbe laudabilissima cosa» (rr. 26-27), «ma perché le non si possono avere ... gli è necessario essere tanto prudente» (rr. 28-29).
Domande da interrogazione
- Qual è l'importanza della "verità effettuale" secondo Machiavelli?
- Come si deve comportare un principe secondo le necessità del momento?
- Qual è la contrapposizione principale che Machiavelli evidenzia nel suo scritto?
Machiavelli sottolinea che la "verità effettuale" è fondamentale per scrivere norme utili per il principe, poiché si basa su come si vive realmente, piuttosto che su ideali astratti che possono portare alla rovina (r. 7).
L'essere buono non è un valore assoluto per il principe; deve essere usato o meno a seconda delle circostanze, in funzione del raggiungimento del fine desiderato (rr. 14-15).
Machiavelli contrappone "come si dovrebbe vivere" a "come si vive", evidenziando che le qualità ideali di un principe sono irrealizzabili e che è necessaria prudenza per affrontare la realtà concreta (rr. 26-29).