Concetti Chiave
- Pirandello è una figura centrale del primo Novecento, esplorando la crisi delle certezze positivistiche e introducendo il romanzo psicologico incentrato sull'individuo.
- Il suo pensiero si basa sul rapporto tra vita e forma, evidenziando il conflitto tra l'autenticità dell'individuo e le maschere imposte dalla società.
- Il relativismo psicologico si articola in due direzioni: orizzontale, dove l'individuo è un burattino della società, e verticale, che riflette la difficoltà di definire un'unica identità.
- Pirandello propone tre modalità di reazione dell'uomo al contrasto tra forma e essere: passiva, ironica e drammatica, che riflettono diverse risposte esistenziali.
- Nel suo saggio "L'Umorismo", Pirandello analizza l'umorismo come un sentimento del contrario, dove l'ironia si trasforma in pietà attraverso l'interazione tra emozione e ragione.
Luigi Pirandello (Agrigento, 1867/Roma, 1936)
Pirandello è tra le voci più rappresentative del primo 900, di cui interpreta la crisi delle certezze positivistiche. Egli apre la strada al romanzo psicologico, accantonando la tematica sociale e ponendo l’attenzione sull’individuo. Si dedica alla narrativa e al dramma, ma si cimenta anche nella saggistica, nella poesia, nella scrittura cinematografica, promuovendo un’arte moderna innovativa rispetto alle forme tradizionali.
Indice
Eventi significativi nella vita di Pirandello
Eventi che segnano la sua vita: la depressione della moglie (non cesserà mai di prendersi cura di lei); l’entrata in guerra dell’Italia, con il successivo arruolamento del figlio. Si iscrive al partito fascista. Nel 1934 riceve il premio Nobel per la letteratura.
Il pensiero pirandelliano si fonda sul rapporto tra vita e forma: la vita comprende tutte quei sogni o pulsioni che cerchiamo di limitare imprigionandoli in una forma, ovvero i costrutti morali che la società ci impone.
Dal rapporto tra vita e forma deriva il relativismo psicologico che si svolge in due sensi: orizzontale(il rapporto dell'individuo con gli altri) e verticale (il rapporto dell'individuo con se stesso).
Relativismo psicologico orizzontale
• Relativismo psicologico orizzontale: gli uomini sono dei pupazzi nelle mani di un burattinaio, il caso, che ci inserisce all'interno di una società regolata da leggi esistenti indipendentemente dal nostro volere. Di conseguenza siamo costretti a ricoprire un ruolo preciso all'interno di questo spettacolo, assumendo una maschera. Al di sotto della forma, il nostro vero io prova ad emergere, ma viene frenato per non urtare né i pregiudizi della società né alla stessa maschera, l'unico punto fermo al quale ci aggrappiamo ogni giorno. Delle volte l'istinto prevale sull'autocontrollo, però ci ritroviamo comunque imprigionati in nuovo ruolo.
Relativismo psicologico verticale
• Relativismo psicologico verticale: il disagio dell'uomo deriva anche dal continuo modificarsi del suo spirito che non gli permette di stare bene con se stesso e definirsi in un'unica persona. Quindi diventa uno, ciò che crede di essere, nessuno per l’incapacità di ricoprire un ruolo e centomila davanti agli occhi degli altri.
L'uomo pirandelliano, di fronte al contrasto tra la forma e l'essere, reagisce in tre modi:
1. reazione passiva = Mattia Pascal nell'ultima parte del romanzo = i deboli si rassegnano alla
loro condizione;
2.reazione ironica = coloro che stanno al gioco con atteggiamento polemico;
3. reazione drammatica = chi preferisce la solitudine o il suicidio.
Genesi del pensiero di Pirandello
Genesi del pensiero
Il pensiero di Pirandello si sviluppa in seguito a due eventi:
1. la sua cultura inizia a formarsi durante la crisi del Positivismo, conducendolo a perdere la fiducia nei valori tradizionali, quindi il protagonista delle sue opere non è l'uomo ancorato a dei valori, bensì una persona frantumata;
2. vivendo a cavallo tra i due secoli, la borghesia è corrosa da un profondo malessere, considerato da Pirandello come una conseguenza del progresso.
L'umorismo secondo Pirandello
Ciò che contraddistingue gli scritti di Pirandello è una vena ironica spiegata all'interno del saggio "L'Umorismo". L'umorismo è definito come il sentimento del contrario che nasce dall'azione di due forze diverse e complementari: l'emozione e la ragione. Riporta l'esempio di una vecchia signora che si unge capelli e si trucca in modo goffo come una giovane. La prima reazione nel vederla è quella di ridere avvertendo il lato comico della situazione. Quando interviene la ragione si capisce che quel modo di truccarsi è una forma per trattenere l'amore del marito più giovane. Questo è il momento del sentimento del contrario: alla comicità subentra la pietà. Pirandello riporta lo stesso paragone su uno dei personaggi più derisi dei romanzi, Don Abbondio: un prete poco serio, ma che prende i voti solo per incasellarsi nella comunità.
Domande da interrogazione
- Qual è il contributo di Pirandello alla letteratura del primo Novecento?
- Come si manifesta il relativismo psicologico nel pensiero di Pirandello?
- Quali sono le reazioni dell'uomo pirandelliano di fronte al contrasto tra forma e essere?
- Quali eventi hanno influenzato la genesi del pensiero di Pirandello?
- Come definisce Pirandello l'umorismo nei suoi scritti?
Pirandello è una delle voci più rappresentative del primo Novecento, interpretando la crisi delle certezze positivistiche e aprendo la strada al romanzo psicologico, ponendo l'attenzione sull'individuo piuttosto che sulla tematica sociale.
Il relativismo psicologico si manifesta in due sensi: orizzontale, dove l'individuo è un pupazzo nelle mani del caso e deve indossare una maschera sociale, e verticale, dove l'individuo vive un disagio interiore, non riuscendo a definirsi in un'unica persona.
L'uomo pirandelliano reagisce in tre modi: reazione passiva, rassegnandosi alla propria condizione; reazione ironica, affrontando la situazione con un atteggiamento polemico; e reazione drammatica, scegliendo la solitudine o il suicidio.
Il pensiero di Pirandello si sviluppa in seguito alla crisi del Positivismo, che lo porta a perdere fiducia nei valori tradizionali, e al malessere della borghesia, che considera una conseguenza del progresso.
Pirandello definisce l'umorismo come il sentimento del contrario, nato dall'azione di emozione e ragione, illustrando come una situazione comica possa trasformarsi in pietà quando si comprende il contesto emotivo sottostante.