Concetti Chiave

  • Giacomino da Verona ha scritto due opere principali: il "De Babilonia infernali", che esplora le pene dell'inferno, e il "De Jerusalem celesti", che descrive le gioie del paradiso, entrambe distanti dalla poesia autentica.
  • Appartenente all'ordine dei minori francescani, Giacomino rivela la sua affiliazione nel verso 335 del "De Babilonia", fornendo l'unica informazione biografica conosciuta.
  • Il fiume del Paradiso è descritto con onde limpide e gemme preziose, dotate di virtù magiche, come il potere di ringiovanire gli uomini, richiamando l'influenza dei lapidari medievali.
  • I frutti del Paradiso sono dolci, curativi e fioriscono dodici volte all'anno, emanando profumi intensi che riempiono l'aria di aromi come cannella e menta.
  • I giardini del Paradiso sono sempre verdi e abitati da uccelli che cantano melodie incantevoli, mentre le anime beate trascorrono momenti di gioia lodando il Creatore.

Indice

  1. Giacomino da Verona e le sue opere
  2. Il De Babilonia e l'ordine francescano
  3. Descrizione del fiume del Paradiso
  4. Frutti e profumi del Paradiso
  5. Canti e giardini del Paradiso

Giacomino da Verona e le sue opere

Di Giacomino da Verona ci sono giunti due pometti: il De Babilonia infernali e il De Jerusalem celesti. Il primo descrive le pene dell’inferno, con immagini crude e virulenti; l’altro, dipinge le gioie e la bellezza del paradiso, rappresentandole con scene e immagini più gentili, ma ugualmente distanti dalla vera poesia. Non soltanto sotto l’aspetto artistico, ma anche sotto quello culturale, la distanza fra Giacomino da Verona e Dante appare enorme. Di comune, c’è soltanto il tema dell’aldilà che ha portato alcuni studiosi di un tempo a cercare fra di loro un legame.

Il De Babilonia e l'ordine francescano

Verso la fine del De Babilonia, in una sorta di congedo, troviamo il verso 335 in cui l’autore stesso pone il suo nome e in particolare sulla propria persona: “Jacomino da Verona de l’ordeno de Minuri”. Il rimatore apparteneva, quindi, all’ordine dei minori francescani e questa è l’unica notizia che abbiamo di lui.
Il testo si compone di strofe di quattro versi alessandrini, e quindi derivati dall’accoppiamento di due settenari. I versi sono legati da rime o da assonanze; a volte, nella quartina, le rime sono alternate.

...

Descrizione del fiume del Paradiso

Le sue onde sono limpide più del sole che risplende [descrizione del fiume del Paradiso]

trasportando gemme di oro fino e di argento,

e pietre preziose, perennemente,

simili alle stelle poste nel firmamento.
Delle quali ognuna ha così tanta virtù,

che esse fanno tornare giovane l’uomo anziano,

e l’uomo che è giaciuto mille anni nella tomba,

appena ne toccato da tali pietre, si leva su vivo e sano.

[In questa quartina l’influenza dei lapidari medioevali è notevole. L’usanza di attribuire delle virtù magiche alle pietre preziose, già presente durante il periodo ellenistico, si estenderà fino all’epoca rinascimentale]

Frutti e profumi del Paradiso

Inoltre, i frutti degli alberi e dei prati,

che sono piantati sui bordi del fiume,

appena assaggiati se ammalati si ritrova la salute,

e sono più dolci del miele e di ogni altra cosa

Le foglie e i tronchi degli alberi

che portano questi dolci frutti

fioriscono dodici volte all’anno [ ogni mese]

non perdono mai le foglie e nemmeno diventano secchi.

E ognuno è per se stesso talmente profumato,

che si può sentire il profumo ad una distanza di più di mille miglia;

per cui, tutta la città, dentro e fuori,

sembra che sia piena di cinnamono (= cannella) e di menta [da notare che il poeta non riesce mai ad allontanarsi dagli elementi terreni].

Canti e giardini del Paradiso

Calandre, usignoli e al begli uccelli

Giorno e notte cantano [appollaiati] su quegli alberelli,

emettendo i loro canti, belli e preziosi

che [nemmeno] le viole, le arpe e le zampogne sono in grado di produrre.

Lassù i giardini sono sempre verdeggianti

nei quali passeggiano e trascorrono dei momenti lieti le anime beate [nel testo, le anime beate sono dette “cavalieri” per influenza dei cicli epici medioevali]

i quali mai si lamentano e si preoccupano

se non di benedire il Creatore dei cieli.

Il quale si siede in mezzo a loro, su di un trono dalla forma rotonda

e gli angeli e tutti santi sono disposti intorno a lui,

lodando, giorno e notte il suo nome ammirabile,

grazie al quale vivono le persone in questo mondo….

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Domande da interrogazione

  1. Quali sono le principali opere di Giacomino da Verona e come si differenziano?
  2. Giacomino da Verona ha scritto due opere principali: il "De Babilonia", che descrive le pene dell'inferno con immagini crude, e il "De Jerusalem", che rappresenta le gioie del paradiso con scene più gentili, ma distanti dalla vera poesia.

  3. Qual è l'unica informazione biografica certa su Giacomino da Verona?
  4. L'unica informazione certa su Giacomino da Verona è che apparteneva all'ordine dei minori francescani, come indicato nel verso 335 del "De Babilonia".

  5. Come viene descritto il fiume del Paradiso nel testo?
  6. Il fiume del Paradiso è descritto con onde limpide e trasportando gemme preziose, le quali hanno virtù magiche, come far tornare giovane un uomo anziano, evidenziando l'influenza dei lapidari medievali.

  7. Quali caratteristiche hanno i frutti e i profumi del Paradiso?
  8. I frutti del Paradiso sono dolci e curativi, fioriscono dodici volte all'anno e emanano profumi intensi, rendendo l'intera città simile a un luogo profumato di cannella e menta.

  9. Che tipo di atmosfera si respira nei giardini del Paradiso secondo Giacomino da Verona?
  10. Nei giardini del Paradiso, le anime beate vivono in un'atmosfera di gioia e serenità, cantando giorno e notte, mentre lodano il Creatore, circondati da un ambiente sempre verde e fiorito.

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