Concetti Chiave

  • I frammenti poetici risalgono al XIII e XIV secolo e si caratterizzano per la loro origine popolare, con una forma semplice e sentimenti superficiali che ne facilitano la diffusione.
  • Le poesie popolari offrono una visione realistica della vita medioevale, spesso trattando temi storici o l'amore, ma raramente raggiungono il livello di poesia aulica.
  • Il componimento "Fuor de la bella gaiba" è stato rinvenuto nei “Memoriali” dei notai bolognesi, trascritto nel 1288 come riempitivo di un documento legale.
  • La ballata presenta una struttura musicale con un ritornello di undici piedi e versi settenari doppi, creando una musicalità adatta a essere cantata durante danze.
  • Alcuni critici interpretano l'usignolo che fugge dalla gabbia come un'allusione sessuale, inserendola in un contesto culturale pre-boccaccesco.

Indice

  1. Origine e diffusione dei frammenti
  2. Caratteristiche delle poesie popolari
  3. Ritrovamento e contesto storico
  4. Struttura e musicalità della ballata
  5. Interpretazioni critiche

Origine e diffusione dei frammenti

Risalenti al XIII e al XIV secolo, attraverso varie fonti, ci sono stati tramandati dei frammenti in versi, delle brevi poesie, dei ritornelli, dei contrasti pieni di brio, delle scenette molto realistiche che sia per l’argomento che per la forma rozza e poco curata, mostrano un’origine popolare. In questa produzione troviamo una notevole semplicità e superficialità dei sentimenti e il ricorso a termini elementari che ci spiegano la loro facile e rapida diffusione.

Caratteristiche delle poesie popolari

A volte si tratta di piccole poesie, mordaci, triste o amare, legate a fatti storici oppure che cantano e prendono in giro l’amore e danno della vita una visione immediata e realistica. Raramente arrivano al rango di poesia, tuttavia hanno il pregio di completare il quadro che abbiamo un quadro completo della vita medioevale, mentre la poesia più complessa ne dipinge soltanto un aspetto, più aulico e raffinato.

Ritrovamento e contesto storico

Il componimento, di cui viene proposta la parafrasi, insieme ad altri, è stato rinvenuto nei “Memoriali” dei notai bolognesi; originariamente trascritta il 2 luglio 1288, come riempitivo dello spazio in bianco di un documento legale conservato negli archivi della Curia del Podestà a Bologna.

Fuor de la bella gaiba

Fuge lo lusignuolo.

Plange lo fantino, poi che non trova

Lo so osilino ne la gaiba nova;

E dice cum dolo:

Chi gli avrì l'usolo?

E dice cum dolo:

Chi gli avrì l'usolo?

En un buschetto se mise ad andare;

Sentì l'ozletto sì dolce cantare.

Oi bel lusignuolo, torna nel mio brolo.

L’usignolo fugge fuori dalla sua bella gabbia (= gàiba).

Il bambino (= lo fantino) scoppia in lacrime perché non trova

il suo uccellino nella gabbia nuova

e dice con dolore: “ Chi avrà aperto lo sportello?”

e dice con dolore: “Chi gli aprì lo sportello?”

Decise di recarsi in un boschetto,

sentì l’uccellino cantare così dolcemente:

“O bell’usignolo, ritorna nel mio giardino (= bròilo);

o bell’usignolo, ritorna nel mio giardino”.

Struttura e musicalità della ballata

Tecnicamente si tratta di una ballata “piccola”, chiamata così per ché la ripresa o ritornello è costituita da un solo verso di undici piedi. I versi sono dei settenari doppi e in ogni verso, fuorché nella ripresa, ogni settenario rima con corrispondente de verso successivo (nei versi 4, 5 e 8,9 i due settenari rimano fra di loro::

fantino / osilino; boschetto / oseletto

In tal modo, la ripresa oltre che con il verso finale di ogni strofa, rima con i tre settenari che la precedono. La musicalità che ne deriva è spiegata con il fatto che, probabilmente, il componimento era destinato ad essere cantato e accompagnato da danze. Anche la ripetizione di alcuni versi può essere collegata ad esigenze musicali e ritmiche.

I termini sono molto semplici e realistici: gàiba, lusignolo, fantino, osilino (cfr. francese oiseau), dòlo, bròilo (da notare che il termine fu ripreso da Giosuè Carducci, che trascrisse “brolo”)

Interpretazioni critiche

Alcuni critici hanno visto nell’usignolo che fugge dalla gabbia in cerca della libertà un’allusione di tipo sessuale, che potrebbe collocarsi in un clima pre-boccaccesco.

Studia con la mappa concettuale

Domande da interrogazione

  1. Qual è l'origine dei frammenti di poesie popolari risalenti al XIII e XIV secolo?
  2. I frammenti sono stati tramandati attraverso varie fonti e mostrano un'origine popolare, caratterizzati da una notevole semplicità e superficialità dei sentimenti, che ne ha facilitato la diffusione.

  3. Quali sono le caratteristiche distintive delle poesie popolari?
  4. Le poesie popolari sono brevi, mordaci e spesso legate a fatti storici, offrendo una visione immediata e realistica della vita medioevale, anche se raramente raggiungono il rango di vera poesia.

  5. Dove è stato rinvenuto il componimento analizzato e qual è il suo contesto storico?
  6. Il componimento è stato rinvenuto nei “Memoriali” dei notai bolognesi, trascritto il 2 luglio 1288 come riempitivo di un documento legale negli archivi della Curia del Podestà a Bologna.

  7. Qual è la struttura e la musicalità della ballata analizzata?
  8. La ballata è una “piccola” ballata con un ritornello di un solo verso di undici piedi, composta da settenari doppi che rima in modo specifico, suggerendo che fosse destinata a essere cantata e accompagnata da danze.

  9. Quali interpretazioni critiche sono state avanzate riguardo al tema dell'usignolo nella ballata?
  10. Alcuni critici interpretano l'usignolo che fugge dalla gabbia come un'allusione di tipo sessuale, collocandola in un contesto pre-boccaccesco.

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community