Concetti Chiave
- Il castoro si ingegna per sfuggire al cacciatore strappandosi un organo, simbolizzando il pentimento e la fuga dal peccato.
- Il demonio è rappresentato come il cacciatore che cerca di catturare l'uomo mentre è in peccato.
- I bestiari medievali combinano descrizioni di animali con interpretazioni morali, riflettendo la mentalità del tempo.
- La struttura di un bestiario include la descrizione dell'animale, l'interpretazione morale e un insegnamento finale.
- La sovrapposizione tra osservazioni scientifiche e morali nei bestiari evidenzia la differenza tra la mentalità medievale e la scienza moderna.
De lo castore audito aggio contare
una miraculosa maravellia: quando
lo caciator lo dee piliare,nella sua mente tanto s’asotillia
ke sa la cosa per ke pò scanpare;
departela da sé, poi no lo piglia;
e questi so’ li menbra da peccare,ke occido l’alma ke non se ne svelia.
È lo Nemico questo caciatore,
[ke] cacia l’omo enveice de castorno
per prendar[e]lo stando nel peccato;
ma l’omo ke se pente de buon
core del male fare, e non ce fa retorno,
remanda lo Nemico sconsolato.
Indice
Il castoro e il cacciatore
A proposito del castoro, ho udito raccontare un fatto che ha del meraviglioso e del miracoloso; quando il cacciatore lo deve catturare nella sua mente [l’animale] si ingegna tanto,
da comprendere la ragione per la quale viene cacciato e [individua] il mezzo per sfuggire alla cattura;
strappa dal proprio corpo l’organo per cui viene cacciato, in tal modo, il cacciatore non ha più motivo di catturarlo. Questo organo sono quelle parti del corpo che inducono al peccato che uccidono l’anima e che egli decide di strapparsi.
[In realtà non si tratta dei testicoli, ma delle ghiandole contenenti una sostanza aromatica utilizzata per la preparazione di un unguento, un tempo molto ricercato come sedativo per guarire i dolori reumatici e di origine nervosa]
Il demonio come cacciatore
E il demonio è questo cacciatore: egli va a caccia dell’uomo invece del castoro per catturarlo mentre sta in una situazione peccaminosa.
Ma l’uomo che si pente sinceramente di essersi comportato male e non ricade nel peccato (= non ce fa ritorno, allontana (= remanda) da sé il nemico in preda a sconforto e tristezza [per non essere riuscito nel suo intento]
Il testo risale al XIII secolo; l’originale è trascritto nel codice 477 della Biblioteca Nazionale di Roma.
Descrizione e morale nei bestiari
Nel Medioevo, i bestiari erano una particolare categoria di testi che descrivevano le abitudine di vita degli animali, che potevano essere reali o immaginari e a cui venivano aggiunte delle riflessioni moralizzanti. Essi derivano da Il Fisiologo, un testo di anonimo medioevale in cui si descrivono le caratteristiche di alcuni animali, dando di essi un’interpretazione simbolica-religiosa
Dal punto di vista metrico si tratta di un sonetto il cui schema è il seguente: ABAB, ABAB, DDE, DFE
Il teso è composto di tre parti, una caratteristica strutturale comune a tutti i Bestiari:
1) una descrizione delle proprietà dell’animale, cioè comportamento, abitudini, aspetto
2) l’interpretazione delle caratteristiche dell’ animale, strettamente connessa all’interpretazione morale
3) enunciazione della morale, sotto forma di insegnamento
L’esistenza dell’interpretazione simbolica e soprattutto l’esplicitazione dell’insegnamento morale non facilità la collocazione di testi di questo tipo perché ci troviamo in una forma di sovrapposizione della didattica di argomento profano e di didattica di argomento sacro. Bisogna però, anche ricordare che nel medioevo i confini fra divulgazione scientifica e scienza sacra erano piuttosto ambigui.
I problemi che ci pongono testi come questi sono due:
1) quale tipo di mentalità produceva questa sovrapposizione fra osservazioni scientifiche e considerazioni religiose
2) fino a che punto detta mentalità può considerarsi scientifica
Mentalità medievale e simbolismo
Al primo quesito si può rispondere ricorrendo al simbolismo medioevale, presente ovunque: l’uomo era incline a non limitarsi alla percezione dei fenomeni della realtà, ma presupponeva che dietro ad essi si nascondesse sempre un significato religioso
Al secondo quesito si può rispondere che i procedimenti mentali che portavano alla creazione di un bestiario erano assai diversi, se non opposti, a quelli che utilizza la scienza moderna. La struttura del bestiario è articolata in due momenti : descrizione delle caratteristiche dell’animale e la relativa interpretazione. Se la descrizione fosse fatta con rigore scientifico, partendo da un’effettiva osservazione dei fenomeni naturali e se l’interpretazione costituisse veramente la fase successiva, non saremmo molto distanti dal procedimento della scienza moderna. Invece, l’uomo medievale segue il procedimento opposto: prima viene il significato morale o religioso, poi la descrizione della realtà, fedele alla natura solo nella misura in cui risponde al significato o al precetto che si vuole trasmettere.
In sintesi, nel fenomeno naturale ci cerca innanzitutto elementi che possano aiutare lo scrittore ad elaborare l’insegnamento morale e se questo non è possibile, si può arrivare perfino ad inventare il fenomeno.
Significato morale del castoro
Nel caso del castoro, il dato reale è costituito dalla presenza di ghiandole che i cacciatori cercano per produrre un olio, ma il fatto che queste ghiandole coincidano con i testicoli dipende dalla volontà di trovare un significato morale per poi continuare, aggiungendo che il castoro preferisce tagliarseli piuttosto che essere catturato dal cacciatore, allegoria del demonio.
Domande da interrogazione
- Qual è il significato simbolico del castoro nel testo?
- Qual è il significato simbolico del castoro nel testo?
- Come viene descritto il cacciatore nel testo?
- Come viene descritto il cacciatore nel contesto del testo?
- Qual è la struttura tipica di un bestiario medievale?
- Qual è la struttura tipica di un bestiario medievale?
- Quali sono i due problemi principali sollevati dai testi dei bestiari?
- Qual è la mentalità medievale riguardo alla scienza e alla religione?
- Come si differenzia il procedimento mentale medievale da quello della scienza moderna?
- In che modo il testo riflette la didattica medievale?
Il castoro rappresenta l'uomo che, per sfuggire al peccato e al demonio (il cacciatore), è disposto a sacrificare le proprie parti che inducono al peccato, simboleggiando la lotta interiore contro le tentazioni.
Il castoro rappresenta l'uomo che, per sfuggire al peccato e al demonio (il cacciatore), è disposto a rinunciare a ciò che lo induce al male, simboleggiato dalle ghiandole aromatiche che strappa dal suo corpo.
Il cacciatore è descritto come il demonio che cerca di catturare l'uomo mentre si trova in uno stato di peccato, ma l'uomo che si pente sinceramente riesce a respingerlo, lasciandolo sconsolato.
Il cacciatore è paragonato al demonio, che cerca di catturare l'uomo mentre si trova in uno stato di peccato, ma l'uomo che si pente sinceramente riesce a respingerlo.
Un bestiario medievale è composto da tre parti: descrizione dell'animale, interpretazione delle sue caratteristiche e enunciazione di una morale, riflettendo una sovrapposizione tra didattica profana e sacra.
Un bestiario medievale è composto da tre parti: descrizione dell'animale, interpretazione delle sue caratteristiche e enunciazione di una morale, come evidenziato nel testo.
I due problemi principali riguardano la mentalità che produce la sovrapposizione tra osservazioni scientifiche e considerazioni religiose e la valutazione della scientificità di tale mentalità.
La mentalità medievale tendeva a sovrapporre osservazioni scientifiche e considerazioni religiose, cercando sempre un significato morale dietro i fenomeni naturali, come dimostrato nel testo.
Il procedimento mentale medievale parte da un significato morale o religioso per poi descrivere la realtà, mentre la scienza moderna inizia con l'osservazione dei fenomeni naturali, seguendo un approccio più rigoroso e sistematico.
Il testo illustra come la didattica medievale fosse caratterizzata da un approccio che anteponeva il significato morale alla descrizione scientifica, creando una narrazione che serviva a trasmettere insegnamenti religiosi attraverso la natura.