Concetti Chiave

  • Il termine "cortese" deriva dall'antico francese "corteis", associato a valori di onestà e lealtà, in contrapposizione alla rudezza del contadino.
  • L'amor cortese, nato nel XII secolo in Francia, si basa su una concezione ideale dell'amore, caratterizzata da nobiltà, onore e sottomissione del cavaliere alla dama.
  • La relazione è regolata da un codice di "saper amare", dove il cavaliere deve dimostrare merito e dignità per conquistare l'affetto della sua bella.
  • L'amor cortese enfatizza il desiderio insoddisfatto, rendendo la dama sempre sfuggente e creando una dinamica di gelosia e segretezza nell'amore.
  • Questo ideale amoroso, spesso in contrasto con le norme religiose e sociali, è visto anche come un gioco letterario, pieno di emozioni contrastanti per il cavaliere.

Origini e significato di cortesia

Etimologicamente, il termine "cortese" si riferisce alla corte (dall'antico francese cort). In francese antico, la parola corteis assume il significato di "onesto", "leale". D'altra parte, ciò che è cortese si oppone a ciò che è "cattivo", cioè il mondo duro e rozzo del contadino. Infine, la nozione di cortesia rimanda a un insieme di valori, regole di etichetta e soprattutto a una concezione molto particolare dell'amore, perché nessuno può essere perfettamente cortese senza amare.

L'amor cortese nel Medioevo

L'amor cortese è una concezione dell'amore di un uomo per una donna nata nel XII secolo, nel sud della Francia, con i trovatori occitani, e che si estinse nella seconda metà del XIII secolo. Si sviluppò poi nel nord, con i trovieri, così come in altri paesi europei, soprattutto germanici, con il Minnesänger.

Caratteristiche dell'amor cortese

Più che il riflesso fedele di una società che, nonostante il progressivo affinamento della vita di corte, rimane piuttosto rozza, la cortesia rappresenta il suo modello ideale: profondo senso dell'onore, importanza della parola e del giuramento, nobiltà dei sentimenti, condotta generosa, cortesia nel linguaggio e nei modi, e soprattutto primato dell'amore. Infatti, "la cortesia è una concezione sia della vita che dell'amore", e se l'amor cortese deve essere distinto dalla cortesia nel senso ampio del termine, costituisce una dimensione così importante che i termini di amor cortese e cortesia sono stati spesso usati in modo intercambiabile.

Il fin'amor e la sua ideologia

Il fin'amor ("amore perfetto") si riferisce più precisamente a una religione d'amore. Non è tanto un'etichetta o un insieme di regole, come si potrebbe pensare leggendo i 31 articoli formulati da Andra Cappellano nel suo opuscolo Tractatus de Amore (Trattato sull'amore, 1184), quanto un'ideologia mistica che pone l'amore in cima a tutte le leggi sociali e religiose.

Codice e dinamiche dell'amor cortese

L'amor cortese non è né libertinismo né passione brutale, è quasi un ascetismo per il cavaliere, che deve, per meritare la donna che ama, sottomettersi interamente a lei. La dama è sovrana, il cavaliere è il suo vassallo. Affinché l'amante non possa usare il suo potere per sottomettere la sua bella, lei è spesso di un rango sociale più elevato del cavaliere.

La relazione romantica è governata da un vero e proprio codice di "saper amare". La signora è altezzosa, sprezzante e sembra inavvicinabile. Il cavaliere deve venerarla, umiliarsi per lei (come il Lancillotto di Chrétien de Troyes, che, per liberare Ginevra, deve cavalcare il famigerato carro dei condannati); Deve accettare tutto, anche il disonore, in totale discrezione, per sperare finalmente che la signora accetti i suoi tributi.

Questa concezione dell'amore traspone nel campo delle relazioni uomo-donna le idee di sottomissione, merito e generosità su cui si basa l'esercizio della cavalleria.

Desiderio e insoddisfazione

L'amor cortese si basa essenzialmente sulla nozione di desiderio, che qui è completamente confusa con l'amore. E, poiché il desiderio scompare quando è soddisfatto, l'amore, per durare, deve essere difficile da soddisfare. Questo spiega la posizione di superiorità della dama, che deve sempre apparire sfuggente senza rimanere totalmente inaccessibile (perché l'amor cortese non è amore platonico).

Tale concezione implica che non c'è amore possibile nel matrimonio poiché, nella relazione da marito a moglie, il desiderio può essere costantemente soddisfatto. In questa logica, la gelosia è spesso percepita come una virtù in quanto deriva da questa insoddisfazione fondamentale e stimola così il desiderio.

Amor cortese e adulterio

L'importanza data al desiderio spiega ulteriormente perché l'amor cortese si concentra generalmente su un oggetto proibito e quindi tende volontariamente all'adulterio, essendo l'agognata dama spesso la sposa di un altro. Tale amore è quindi di solito concepito in segreto, proprio come il nome della signora, che è dato in un senhal, cioè un nome in codice, mentre i lauzengiers e i gelos traditori guardano l’amante per denunciarlo al marito.

Amor cortese come gioco letterario

Se la cortesia è un fenomeno di civiltà, la dottrina dell'amore che l'accompagna, contraria agli insegnamenti della Chiesa e lontana dalle consuetudini del tempo, deve essere intesa soprattutto come un gioco letterario.

Reazioni e emozioni dell'amor cortese

Incapace di essere facilmente soddisfatto, l'amor cortese genera varie reazioni, il più delle volte paradossali. Il cavaliere innamorato oscilla fra l'entusiasmo e la disperazione, fra il piacere e la sofferenza, fra l'angoscia e l'euforia, soprattutto quando una delle sue aspettative è finalmente soddisfatta; Il termine gioia (maschile, quindi diverso da gioia al femminile) è generalmente usato per evocare la sensazione di estasi che si impadronisce dell'amante quando il suo desiderio viene premiato.

Virtù e prove dell'amante cortese

Altre due nozioni fondamentali caratterizzano l'amor cortese:

• il mezura, che si riferisce alla dignità e all'autocontrollo che l'amante deve dimostrare in ogni circostanza

• il joven che si riferisce a tutto un insieme di virtù morali (fedeltà, merito, disponibilità di spirito, ecc.) specifiche dell'amante cortese.

Per ottenere i favori della sua dama, il cavaliere deve seguire un percorso irto di prove; uno di esse, l'asag, gli impone di rimanere casto per un'intera notte trascorsa "nudo" accanto all'oggetto del suo desiderio. Mentre aspetta che la dama si dia al cavaliere, gli offre ricompense (guerredon) in base alle imprese che ottiene per lei.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è l'origine etimologica del termine "cortesia"?
  2. Il termine "cortesia" deriva dall'antico francese "cort", che significa "corte", e "corteis", che si traduce in "onesto" e "leale", opposto al mondo duro del contadino.

  3. Che cos'è l'amor cortese e quando è nato?
  4. L'amor cortese è una concezione dell'amore tra uomo e donna che è emersa nel XII secolo nel sud della Francia, sviluppandosi poi in altre regioni europee, e rappresenta un ideale di nobiltà e cortesia.

  5. Quali sono le caratteristiche principali dell'amor cortese?
  6. L'amor cortese si basa su un profondo senso dell'onore, nobiltà dei sentimenti, e un codice di comportamento che enfatizza la sottomissione del cavaliere alla dama, la quale è spesso di rango superiore.

  7. Come si relaziona il desiderio all'amor cortese?
  8. Il desiderio è centrale nell'amor cortese, poiché deve rimanere insoddisfatto per mantenere viva l'intensità dell'amore, rendendo la dama sempre sfuggente e inaccessibile.

  9. In che modo l'amor cortese è considerato un gioco letterario?
  10. L'amor cortese, pur essendo un fenomeno di civiltà, è visto come un gioco letterario che contrasta con gli insegnamenti della Chiesa, enfatizzando l'ideale romantico piuttosto che le norme sociali del tempo.

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