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Concetti Chiave

  • Il "Cortegiano" esplora valori e strategie per il perfetto cortigiano, includendo aspetti come la parola, la musica, le arti e la scelta degli amici.
  • L'ideale estetico ed etico centrale è rappresentato dalla grazia e dalla sprezzatura, che guidano il comportamento del cortigiano.
  • La sprezzatura, concepita come "nascondere l'arte", permette di rendere naturali atti creativi che altrimenti apparirebbero forzati.
  • Il concetto di sprezzatura si oppone all'affettazione e si connette alla dissimulazione, promuovendo un comportamento conforme a regole estetiche ed etiche.
  • Esempi pratici nel dialogo mostrano come la grazia possa manifestarsi o degenerare in disgrazia, evidenziando l'importanza di un atteggiamento disinvolto.

Valori e strategie del cortigiano

Tutto il I libro del Cortegiano e buona parte del II mirano a individuare i valori e le strategie, i comportamenti e le regole ai quali il perfetto cortigiano deve conformarsi: la parola e lo scrivere, la musica e le arti, l’abbigliamento e gli esercizi cavallereschi, la conversazione e la scelta degli amici. Nella molteplicità di queste circostanze c’è però una «regula universalissima », un ideale estetico ed etico: quello della grazia e della sprezzatura. I brani che riportiamo contengono la domanda di Cesare Gonzaga, uno dei partecipanti alla conversazione, su che cosa sia esattamente la grazia, e la risposta del conte Ludovico di Canossa, cui è affidato, nel dialogo, il compito di condurre la trattazione del «perfetto cortigiano» e di rispondere alle obiezioni degli interlocutori.

Il concetto di sprezzatura

Questo brano ha un valore capitale nel mettere a fuoco, al di là della generale categoria classicistica della grazia, il presupposto determinante dell’agire estetico, descritto da «una nova parola»: sprezzatura. Questa parola nuova in realtà circoscrive un concetto già formulato nella retorica antica (qui richiamata con il riferimento agli «antichi oratori eccellentissimi», r. 18), quello appunto del celare artem, “nascondere l’arte” in una parvenza disinvolta ed elegante, che dissimuli la difficoltà dell’atto creativo (sia esso legato alla parola o al movimento, come negli esempi che chiudono il brano), in modo da farlo apparire naturale e non artificioso.

Sprezzatura e dissimulazione

Il concetto di sprezzatura (ripreso poi nell’argomentazione finale, relativa alla danza, in quello di «sprezzata desinvoltura», r. 29) si connette pertanto da un lato a un elemento negativo, quello dell’affettazione, dall’altro a una strategia contraria, la dissimulazione. In questa accezione esso identifica l’attitudine del cortigiano a conformare la propria vita, i propri atteggiamenti, gli stessi movimenti del corpo, a una regola generale (una «regula universalissima») di ordine estetico legata all’etica e al comportamento. Ne scaturiscono i due esempi finali: quello del goffo e “sgraziato” danzatore, esempio in negativo di una affettazione degenerata in disgrazia, e quello dell’evidenza positiva , capaci di ispirare a un principio di grazia il loro stesso modo di «parlar o ridere o adattarsi» (r. 30).

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Domande da interrogazione

  1. Qual è l'ideale estetico ed etico del perfetto cortigiano?
  2. L'ideale del perfetto cortigiano si fonda sulla grazia e sulla sprezzatura, che rappresentano una "regula universalissima" a cui conformarsi nei comportamenti e nelle strategie, come evidenziato nel I e II libro del Cortegiano.

  3. Che cosa si intende per sprezzatura nel contesto del cortigiano?
  4. La sprezzatura è un concetto che implica il "celare artem", ovvero nascondere l'arte per far apparire le proprie azioni come naturali e disinvolte, evitando l'affettazione e promuovendo una dissimulazione elegante, come descritto nel testo.

  5. Qual è la relazione tra sprezzatura e comportamento del cortigiano?
  6. La sprezzatura guida il cortigiano a conformare la propria vita e i propri atteggiamenti a una regola estetica ed etica, evitando la goffaggine e l'affettazione, come dimostrano gli esempi di danzatori goffi e quelli che ispirano grazia nel loro modo di interagire.

Domande e risposte

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