Concetti Chiave

  • La poetica dell'impersonalità richiede che l'autore si eclissi dalla narrazione, permettendo al lettore di vivere i fatti senza commenti soggettivi.
  • La tecnica della regressione prevede che l'autore utilizzi il linguaggio e il punto di vista dei personaggi, evitando di fornire informazioni esterne per creare un'illusione di realtà.
  • Il linguaggio popolare e dialettale rappresenta ambienti e personaggi rozzi, distaccandosi dalla cultura borghese attraverso espressioni autentiche e semplici.
  • Lo straniamento permette di percepire situazioni normali come strane e viceversa, filtrando i sentimenti attraverso il punto di vista collettivo del villaggio.
  • La lettera a Salvatore Farina è un importante testo teorico di Verga, in cui espone le sue idee sul verismo e la preferenza per l'arte rispetto a teorie esplicative.

Indice

  1. La poetica dell'impersonalità
  2. Tecnica della regressione
  3. Linguaggio popolare e dialettale
  4. Straniamento e collettività
  5. Lettera a Salvatore Farina
  6. Regressione del punto di vista
  7. Scarnificazione del racconto

La poetica dell'impersonalità

Alla base del nuovo metodo narrativo vi è la poetica dell'impersonalità. Secondo la concezione di Verga (enunciata in alcune lettere e nella Prefazione al racconto L'amante di Gramigna), la letteratura deve avere come oggetto il “documento umano”, cioè un fatto reale e documentato, il quale deve essere raccontato dando al lettore l'impressione di assistervi in prima persona. Per questo lo scrittore deve "eclissarsi", scomparire dalla narrazione, senza esprimere commenti e giudizi soggettivi.

Tecnica della regressione

L'autore deve anche “mettersi nella pelle” dei suoi personaggi, guardare la realtà con i loro occhi ed esprimersi con il loro linguaggio (tecnica della regressione). Inoltre, deve evitare di fornire indicazioni su antefatti, luoghi e personaggi. La narrazione deve procedere come se il lettore appartenesse a quello stesso ambiente, e man mano i personaggi si fanno conoscere con le loro azioni e le loro parole. Cosi, evitando 'intromissione dell'autore, si può creare “l’illusione completa della realtà”, eliminando ogni artificiosità letteraria.

Verga sceglie di adottare non più il consueto narratore onnisciente, che riflette la mentalità e il linguaggio dello scrittore. La voce narrante adotta lo stesso modo di pensare, giudicare e parlare dei personaggi tramite la tecnica della “regressione” del punto di vista” : e come se a raccontare non fosse lo scrittore colto, ma un qualunque personaggio, che non compare direttamente nella vicenda e che appartiene all’ambiente sociale rappresentato. In questo modo il punto di vista dello scrittore non si avverte mai e il lettore ha “l’illusione completa della realtà”.

Linguaggio popolare e dialettale

Di conseguenza anche il linguaggio adottato riproduce il parlato popolare, ricco di termini dialettali, modi di dire, proverbi, imprecazioni, e caratterizzato da una sintassi elementare e talora scorretta. Spesso Verga rappresenta ambienti popolari e rurali e mette in scena personaggi rozzi e incolti, con mentalità e linguaggio diversi da quelli dello scrittore borghese. Rosso Malpelo si apre affermando che “Malpelo si chiamava così perché aveva i capelli rossi; ed aveva i capelli rossi perché era un ragazzo malizioso e cattivo”. La logica dietro questa affermazione non è certo quella di un intellettuale borghese quale era Verga, ma è invece una visione primitiva e superstiziosa della realtà.

Straniamento e collettività

Lo straniamento consiste nell'adottare un punto di vista completamente estraneo all'oggetto narrato. In tal modo, le cose più abituali e normali appaiono insolite, strane, incomprensibili; mentre, viceversa, ciò che è strano appare normale.

I sentimenti autentici propri della famiglia Toscano ("normali") vengono filtrati attraverso il punto di vista della collettività del villaggio, che giudica solo in base al principio dell'interesse economico e della legge del più forte, finendo per apparire "strani". Quando sono in scena i personaggi meschini e insensibili del coro del villaggio, si verifica uno straniamento "rovesciato": il loro comportamento ottuso appare normale.

Lettera a Salvatore Farina

Ha la forma di una lettera indirizzata a Salvatore Farina, romanziere e giornalista, direttore della "Rivista minima" a Milano (su cui il racconto fu pubblicato originariamente, nel 1880, con il titolo L'amante di Raja). Farina era contrario alle tendenze veriste, e perciò Verga si rivolge a lui argomentando le sue idee.

È, con la Prefazione ai Vinti, l'unico testo teorico che Verga abbia pubblicato. Egli voleva parlare attraverso le sue realizzazioni artistiche concrete, senza esibire teorie più o meno suggestive. Si possono desumere da questa pagina alcuni punti essenziali della poetica di Verga.

  • Impersonalità - L’autore deve “eclissarsi” dell'autore, sparire dal narrato, senza filtrare i fatti attraverso la sua “lente”, ma mettere il lettore “faccia a faccia” con il fatto “nudo e schietto”. L'opera deve sembrare “essersi fatta da sé” : il lettore deve seguire le vicende non come se non fossero raccontate, ma si svolgessero di fronte a lui.

  • Regressione del punto di vista

    “Regressione" del punto di vista narrativo entro il mondo rappresentato - I fatti saranno riferiti “colle medesime parole semplici e pittoresche della narrazione popolare”. Il narratore tradizionale, portavoce dell'autore, va sostituito da un'anonima voce narrante che ha la visione del mondo e il modo di esprimersi dei personaggi.

  • Scarnificazione del racconto

    Processo di scarnificazione del racconto, di riduzione all'essenziale. Vengono eliminate le minute analisi psicologiche della narrativa romantica. La psicologia si deve ricavare non dai profili dei personaggi costruiti dal narratore, ma dai loro semplici comportamenti, dai gesti e dalle parole.

  • Ricostruzione scientifica dei processi psicologici, fondata su una rigorosa consequenzialità logica e su rapporti necessari di causa e di effetto, che regolano la vita interiore (Naturalismo, Positivismo: la realtà umana, sociale e psicologica, è retta da leggi ferree e precise).

  • Studia con la mappa concettuale

    Domande da interrogazione

    1. Qual è il principio fondamentale della poetica dell'impersonalità di Verga?
    2. La poetica dell'impersonalità richiede che l'autore si "eclissi" dalla narrazione, presentando i fatti in modo che il lettore abbia l'impressione di assistervi in prima persona, senza commenti soggettivi (come indicato nella Prefazione al racconto L'amante di Gramigna).

    3. Come si applica la tecnica della regressione nella narrazione di Verga?
    4. La tecnica della regressione implica che l'autore adotti il punto di vista dei personaggi, evitando di fornire informazioni su antefatti e ambienti, creando così un'illusione di realtà in cui il lettore vive l'esperienza come se fosse parte dell'ambiente narrato.

    5. Qual è il ruolo del linguaggio popolare e dialettale nelle opere di Verga?
    6. Verga utilizza un linguaggio popolare ricco di dialettismi e modi di dire per rappresentare autenticamente i personaggi e gli ambienti, riflettendo la mentalità e il linguaggio delle classi sociali inferiori, come evidenziato nel racconto di Rosso Malpelo.

    7. In che modo lo straniamento influisce sulla percezione dei personaggi e delle situazioni?
    8. Lo straniamento fa apparire normali situazioni insolite e viceversa, filtrando i sentimenti autentici attraverso il punto di vista collettivo, che giudica in base all'interesse economico, rendendo comportamenti meschini apparentemente normali.

    9. Qual è l'importanza della lettera a Salvatore Farina nel contesto della poetica di Verga?
    10. La lettera a Farina è uno dei pochi testi teorici di Verga, in cui espone le sue idee sul verismo, sottolineando la sua intenzione di comunicare attraverso le opere artistiche piuttosto che attraverso teorie esplicite, come si evince dalla sua corrispondenza.

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