Concetti Chiave

  • D'Annunzio promuove l'estetismo, concependo l'arte come valore supremo e la vita come subordinata alla legge del bello, in contrapposizione alla società borghese.
  • La contraddizione principale dell'estetismo di D'Annunzio risiede nel desiderio di isolamento dalla borghesia, pur cercando successo e fama in quel contesto sociale tanto disprezzato.
  • Per affrontare la crisi dell'estetismo, D'Annunzio integra la sua vita privata nell'arte, trasformandola in un prodotto vendibile e rendendo la società di massa il suo mercato.
  • Il superuomo dannunziano, ispirato dall'Übermensch di Nietzsche, incarna un'ideologia antiborghese, affermando il diritto di pochi esseri eccezionali di dominare sulla massa.
  • Il velleitarismo caratterizza il superuomo dannunziano, evidenziando la discrepanza tra le sue ambiziose aspirazioni e le capacità reali, riflessa nel suo stile poetico ricco ma privo di profondità morale.

Indice

  1. L'estetismo di D'Annunzio
  2. Contraddizioni dell'estetismo
  3. La crisi dell'estetismo
  4. Il superuomo dannunziano
  5. Critica e velleitarismo

L'estetismo di D'Annunzio

D'Annunzio rifiuta la degradazione sociale dell'artista nella moderna società borghese e ripropone un'idea della poesia come pienezza e come esperienza superiore e privilegiata. Egli si apre all'estetismo, che si esprime nella celebre formula "il verso è tutto" (Il Piacere). L'arte è il valore supremo, a cui si devono subordinare tutti gli altri: la vita si sottrae alle leggi morali, seguendo solo la legge del bello. Il personaggio dell'esteta si isola dalla meschinità della società borghese per vivere in un mondo di pura arte e bellezza, che ha bisogno del superfluo più che del necessario, che disprezza la massa e vive esperienze raffinate, come risposta alle trasformazioni economiche e sociali. La sua poetica, durante la fase dell'estetismo, è caratterizzata dal valore e dal potere della parola ("il verso è tutto").

Contraddizioni dell'estetismo

Tuttavia, in questo atteggiamento vi è una contraddizione. D'Annunzio da un lato dichiara di voler vivere in un mondo di pura bellezza, isolato dalla mediocre borghesia, opponendosi alla declassazione del ruolo dell'artista e alla mercificazione delle opere d'arte. Però, dall'altro lato vuole il successo e la fama e sa che per ottenerli deve rivolgersi proprio a quella borghesia tanto disprezzata, sottoponendosi alle leggi di mercato.

La crisi dell'estetismo

Perciò, egli risolve tale contraddizioni facendo coincidere il privato e il pubblico, facendo delle sua vita privata un'opera d'arte che possa essere venduta attraverso le sue opere. La società di massa diventa così il suo mercato più importante. Tuttavia, l'isolamento sdegnoso dell'esteta si configura in impotenza e incapacità. In questo modo, l’estetismo entra in crisi.
D'Annunzio trova uno sbocco alla crisi dell’estetismo grazie alla letteratura del filosofo Nietzsche. Egli si ispira per il suo superuomo all'Übermensch di Nietzsche. Da questa figura, prende: rifiuto del conformismo borghese, esaltazione dello spirito “dionisiaco” e della potenza, rifiuto della pietà e dell’altruismo, esaltazione della “volontà di potenza” e dell’affermazione di sé. Egli, però, la conduce in direzione antiborghese e antidemocratica. Il superuomo dannunziano si identifica con il motivo del diritto di pochi esseri eccezionali ad affermare se stessi al di sopra della massa. Nietzsche non pensava a un individuo, bensì a un modello di umanità del tutto nuova rispetto al presente.

Il superuomo dannunziano

Forza e bellezza convivono in lui: il superuomo dannunziano guarda ancora alla bellezza come ideale assoluto, ma sceglie di immergersi nella realtà, trasformandola con le proprie azioni audaci, dominandola secondo la propria volontà. Concepisce la letteratura come l'unione tra l'azione pratica e quella eroica.
Egli ha anche un importante compito politico: proporsi come guida della società, conducendo l'Italia fuori dalla sua mediocrità e avviandola verso un destino di dominio sul mondo, in nome della bellezza di è espressione. Questa visione superomistica troverà la sua completa traduzione esistenziale nella adesione di D'Annunzio alla prima guerra mondiale e nelle imprese come la "beffa di Buccari", il volo su Vienna (1918) e la spedizione di Fiume (1919).

Critica e velleitarismo

Ma il superuomo è molto di più di un personaggio letterario: come ha osservato Il critico Carlo Salinari, è un'idea che trova le sue radici negli atteggiamenti di alcuni gruppi della classe dirigente politica e degli intellettuali dell'Italia post-unitaria. D'Annunzio vi aderisce, esaltando: potenza, guerra, gloria, disprezzo per le plebi, concezione aristocratica del mondo.

Una delle caratteristiche principali del superuomo dannunziano è il velleitarismo, cioè una sproporzione molto forte tra gli obiettivi che si propone e le sue reali forze per raggiungerli, fra i suoi desideri e la realtà. Tale velleitarismo è rintracciabile spesso anche nello stile stesso del poeta, in quelle sue immagini ricche di musicalità e di sovrabbondanza di parole, ma prive di pathos morale. Il superuomo dannunziano trova nella donna una nemica, un ostacolo insuperabile, in quanto la donna appare superiore sia in termini di forza che di volontà.

Domande da interrogazione

  1. Qual è la visione di D'Annunzio sull'estetismo e il ruolo dell'artista?
  2. D'Annunzio rifiuta la degradazione sociale dell'artista e propone l'arte come valore supremo, subordinando la vita alle leggi del bello, come evidenziato nella sua celebre formula "il verso è tutto".

  3. Qual è la contraddizione principale nell'estetismo di D'Annunzio?
  4. D'Annunzio desidera vivere in un mondo di pura bellezza, ma per ottenere successo e fama deve rivolgersi alla borghesia che disprezza, creando una tensione tra il suo ideale e la realtà del mercato.

  5. Come affronta D'Annunzio la crisi dell'estetismo?
  6. D'Annunzio risolve la crisi facendo coincidere vita privata e opera d'arte, trasformando la sua esistenza in un prodotto da vendere, il che porta a un isolamento che si traduce in impotenza.

  7. In che modo il superuomo dannunziano si differenzia dal concetto di Übermensch di Nietzsche?
  8. Mentre Nietzsche concepiva l'Übermensch come un modello di umanità nuova, D'Annunzio lo adatta a una visione antiborghese e antidemocratica, enfatizzando il diritto di pochi eccezionali di affermarsi sopra la massa.

  9. Qual è il significato del velleitarismo nel superuomo dannunziano?
  10. Il velleitarismo rappresenta la sproporzione tra gli ambiziosi obiettivi di D'Annunzio e le sue reali capacità di raggiungerli, riflettendosi anche nel suo stile poetico, ricco ma privo di pathos morale.

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