Concetti Chiave
- Dante ha una conoscenza limitata della vita di Sordello, e nei suoi versi non emerge la complessità della sua esistenza e della sua opera poetica.
- Sordello è descritto come un'anima alterata e disdegnosa, profondamente legata alla sua città e rappresentante dell'amor patrio in un contesto municipale.
- Sebbene Sordello non mostri un attaccamento esplicito a Mantova o all'Italia, i meriti poetici di Sordello sono riconosciuti da Dante in relazione alla sua città natale.
- Il nome di Mantova evoca in Dante ricordi legati a Virgilio, creando un legame significativo tra i due poeti e sottolineando l'importanza della città nel suo pensiero.
- L'incontro tra Dante e Sordello nel Purgatorio è influenzato dal compianto di Sordello per ser Blacatz, permettendo a Dante di esprimere una critica simile ai principi del suo tempo.
Indice
Dante e la conoscenza di Sordello
Non sappiamo che cosa Dante conoscesse della vita e dell'opera poetica di Sordello: forse meno di quel che conosciamo noi, assai probabilmente non più. Comunque, nei versi nulla traspare della complessa vita di Sordello: amori, avventure, cortigiania, azione politica e guerriera. Nemmeno la poesia amorosa di lui sembra avervi lasciato traccia. Il personaggio non parla mai di sé. Che sia un poeta, desumiamo solo dalla sua riconoscenza a Virgilio; e del resto Dante nel De vulgari eloquentia lo considera appunto come poeta importante (VE I xv 2).
L'anima di Sordello
Sordello è essenzialmente un'anima «altera e disdegnosa», attaccata alla sua città, e in particolare ai suoi concittadini. Tutti i commentatori dicono che egli impersona l'amor patrio, e solo discutono se si tratti di patriottismo italiano, in senso già moderno, o di amor cittadino: dilemma in verità mal posto, giacché nell'Italia del Due-Trecento l'amor patrio non poteva avere basi se non municipali: l'Italia è per Dante, sì, un'unità culturale (basti citare « per le parti... tutte a le quali questa lingua si stende», Cv I mI 4), ma nella quale vigono in pieno le singole unità comunali o signorili.
L'attaccamento di Sordello a Mantova
Comunque, nella vita e nella poesia di Sordello nulla testimonia un suo particolare attaccamento né all'Italia né a Mantova, e neppure a Mantova in quanto Italia. Ma forse è possibile dare del fatto una spiegazione molto semplice, in sede di tecnica, per così dire, del processo fantastico.
Comunque si debba intendere con precisione il passo citato del De vulgari eloquentia, di difficile e controversa interpretazione, certa è la lode per Sordello, «tantus eloquentiae vir», in particolare per aver egli superato dal punto di vista linguistico il suo linguaggio mantovano, cioè la municipalità: il che non diminuiva certo agli occhi di Dante l'attaccamento per la città natia, così come, precisando che solo i pazzi potessero ritenere il fiorentino, come gli altri linguaggi toscani, atto all'alta poesia (VE I XII 1), egli non riteneva di venir meno per questo all'amore che portava a Firenze.
L'importanza di Mantova per Dante
Dunque, nel pensiero di lui, i meriti poetici di Sordello erano per così dire in funzione di Mantova: «ut Sordellus de Mantua sua ostendit», egli dice; «De Mantoana», o «de Sirier (quale che sia l'identificazione di questa località) de Mantoana» lo dicevano subito al principio le due vidas provenzali di lui. D'altra parte, lo stesso nome di «Mantua» agiva sulla fantasia di Dante attraverso l'epitafio virgiliano: «Mantua me genuit, Calabri rapuere, tenet nunc / Parthenope: cecini pascua, rura, duces», che infatti il poeta mette testualmente in bocca a Virgilio: alla richiesta di Sordello, che vuol sapere chi siano i suoi interlocutori, il poeta latino comincia a pronunciare l'epitafio attribuitogli dalla tradizione, il quale avrebbe costituito una minima ma esauriente autobiografia.
L'incontro tra Dante e Sordello
I due poeti mantovani erano dunque uniti tra loro da quel nome, «Mantua», che restava nella memoria letteraria di Dante saldamente unito a ciascun d'essi. Né si può trascurare l'importanza che alla città natale del suo maestro Dante dà in If XX 52-99. Assai probabile dunque che proprio la suggestione del nome abbia portato il poeta a immaginare l'incontro affettuoso tra i due nell'Antipurgatorio, donde sgorga naturalmente l'invettiva contro la discorde Italia attuale.
Il compianto di Sordello
Tale contatto con Sordello lo porta altresì in contatto ideale col 'compianto' che egli aveva scritto in morte del cavaliere provenzale ser Blacatz, nel quale rampognava fieramente i principi del suo tempo: il che non meno naturalmente lo rendeva suo portavoce in una consimile e diversa rampogna, come vedremo leggendo il canto seguente. Naturalmente può darsi benissimo che il processo genetico sia stato inverso, ed è l'opinione vulgata: che, cioè, sia stato il 'compianto' a far scegliere Sordello per la rampogna ai principi, e che poi la coincidenza («fortuita», dice il Parodi) della patria avrebbe, in linea secondaria, portato a immaginare l'incontro e quindi l'invettiva. Ma lo sviluppo dell'episodio nel suo insieme, persuade a ritener primario l'intento civico.
Domande da interrogazione
- Qual è la conoscenza di Dante riguardo alla vita di Sordello?
- Come viene descritto il carattere di Sordello?
- Qual è il legame di Sordello con Mantova?
- In che modo Dante considera l'importanza di Mantova nella sua opera?
- Qual è il significato dell'incontro tra Dante e Sordello nell'Antipurgatorio?
Dante sembra avere una conoscenza limitata della vita e dell'opera di Sordello, non traspare nei suoi versi la complessità della vita del poeta, e si deduce la sua identità di poeta solo dalla riconoscenza a Virgilio (Dante, De vulgari eloquentia).
Sordello è descritto come un'anima «altera e disdegnosa», profondamente attaccata alla sua città e ai suoi concittadini, rappresentando l'amor patrio, che nel contesto dell'Italia del Due-Trecento è legato alle singole municipalità.
Sebbene Sordello non mostri un attaccamento particolare a Mantova o all'Italia, Dante riconosce i suoi meriti poetici in relazione alla città natale, sottolineando l'importanza di Mantova nel contesto della sua opera.
Dante attribuisce a Mantova un significato speciale, evocando il nome della città attraverso l'epitafio virgiliano, che rappresenta una sorta di autobiografia per Sordello e un legame tra i due poeti.
L'incontro tra Dante e Sordello è immaginato come un momento affettuoso, influenzato dalla suggestione del nome "Mantua", e serve come spunto per una critica alla discorde Italia contemporanea, riflettendo un intento civico nel messaggio di Dante.