Concetti Chiave
- Il rimpianto del passato è un tema centrale nella Commedia, evidenziando il confronto tra la società feudale-cavalleresca e quella comunale-mercantile.
- Dante estende la sua lamentela a tutta Europa, focalizzandosi su regioni come la Toscana e Firenze, indicando cause politico-religiose per il disordine sociale.
- Per esprimere la nostalgia del buon tempo antico, Dante utilizza l'enumeratio, elencando nomi di persone e famiglie che evocano ricordi storici.
- Alcuni critici considerano inappropriata la rassegna di nomi, ma si giustifica che questi nomi richiamavano immagini significative per i lettori dell'epoca.
- Dante definisce la cavalleria come un ideale che unisce amore, cortesia e virtù, sottolineando l'importanza di affrontare le difficoltà in difesa della fede.
Indice
Il rimpianto del passato
Noi sappiamo che uno dei motivi più costanti e importanti della Commedia è il rimpianto del buon tempo antico, a specchio del degenerato presente; in termini politico-sociali esso si traduce nel rimpianto della società feudale-cavalleresca a specchio della società comunale-mercantile, e dei signori nuovi, indegni dei loro predecessori. Di tale motivo abbiamo parlato più volte, e particolarmente nelle Introduzioni ai canti VII e VIII del Purgatorio; né occorre ripeterci.
Lamentela estesa in Europa
La lamentela, che Dante estende a tutta Europa, si particolareggia qui, prima nella Toscana, poi nella Romagna; si estenderà nel canto XVI 115-141 alla Lombardia, nel canto XX 61-96 ai Capetingi; con speciale intensità si concentra in Firenze (Pd XV 97-129, XVI 88-154). Il poeta si conforta solo al pensiero che la ragione del disordine dei suoi tempi non risiede nell'intrinseca natura umana, e neppure negli influssi degli astri, ma ha cause politico-religiose che sta agli uomini eliminare (vedi Intr. a Pg XVI).
Enumerazione di nomi
A esprimere in questo canto la sua nostalgia del buon tempo antico, il poeta ricorre, come frequenti volte in analoghe o diverse occasioni, all'elencazione di lunga serie di nomi, nudi o quasi, di persone e di famiglie (indifferentemente guelfi o ghibellini), cioè alla tecnica dell'enumeratio, tanto usata dai poeti classici e dalla Bibbia, ripresa dai sirventesi medievali; ritornerà nei poemi cavallereschi italiani del Rinascimento.
Critiche e giustificazioni
Impropria, anche se diffusa, appare la lamentela dei critici circa la mancata figuratività o drammaticità di questa rassegna. A giustificare il poeta, che in verità non ne ha bisogno, si dice che questi nomi, muti per noi moderni, richiamavano invece negli immediati lettori di Dante folla d'immagini e di ricordi: il che è vero solo sino a un certo punto, perché molti di quei personaggi non erano neppure ai loro tempi di primo piano, e non è probabile che fossero familiari a lettori dell'età di Dante, di circa un secolo posteriori a essi.
Nostalgia di una civiltà
Il fatto è, invece, che il poeta non ha concentrato la sua nostalgia su uno o più personaggi, su uno o più fatti memorabili, aventi quelli e questi un loro spessore psicologico o narrativo; i nomi gli si affollano sotto la penna, e ciascuno di essi non vale per sé, ma proprio in quanto elemento d'una folla. Il tema di Dante non è qui un singolo, ma una civiltà il cui pregio consiste nella sua diffusione.
Definizione della cavalleria
Il tempo antico s'identifica, abbiam detto, con la cavalleria: non per nulla questa ha proprio in questo canto la sua celebre felice definizione («le donne e' cavalier, li affanni e li agi / che ne'nvogliava amore e cortesia», 109-110), dalla quale partirà l'Ariosto per il suo poema. Nella Romagna attuale, aveva detto Guido (93), mancano le virtù intese «al vero e al trastullo», cioè il culto della vita spesa nelle belle imprese intellettuali e civili, congiunto all'esigenza d'una vita ornata, il «valore» unito alla «cortesia»: è proprio della cavalleria non schivare, anzi cercare gli affanni, i pericoli in difesa della fede e dei deboli, forse anche i dolori che l'amore porta con sé; e, insieme, dilettarsi di cultura e di poesia, circondarsi di cose belle e di uomini valenti: i principi attuali, aveva detto nel passo citato del De vulgari eloquentia, si circondano invece di gente indegna.
Domande da interrogazione
- Qual è il tema centrale della Commedia di Dante riguardo al passato?
- Come si manifesta la lamentela di Dante riguardo alla situazione europea?
- Qual è la tecnica utilizzata da Dante per esprimere la sua nostalgia?
- Qual è la critica mossa alla rassegna di nomi da parte dei critici?
- Come viene definita la cavalleria nel canto di Dante?
Il tema centrale è il rimpianto del "buon tempo antico", che si contrappone al degenerato presente, riflettendo una nostalgia per la società feudale-cavalleresca rispetto alla società comunale-mercantile attuale.
La lamentela di Dante si estende a tutta Europa, con particolare attenzione a Toscana e Romagna, e si concentra intensamente su Firenze, attribuendo il disordine dei tempi a cause politico-religiose piuttosto che all'intrinseca natura umana.
Dante utilizza l'enumerazione di nomi di persone e famiglie, una tecnica poetica che richiama alla memoria una folla di immagini e ricordi, anche se molti di questi nomi non erano familiari ai lettori del suo tempo.
I critici lamentano la mancanza di figuratività o drammaticità nella rassegna di nomi, ma si giustifica che questi nomi evocavano immagini e ricordi per i lettori di Dante, anche se non tutti erano di primo piano.
La cavalleria è definita come un insieme di virtù che unisce il valore alla cortesia, evidenziando l'importanza di affrontare le difficoltà in difesa della fede e dei deboli, mentre si coltivano cultura e bellezza.