Concetti Chiave

  • Celestino V è identificato da molti come l'ombra del "gran rifiuto" nel contesto dantesco, ma vi sono anche altre interpretazioni storiche.
  • Nel Trecento, l'opinione su Celestino V cambiò drasticamente a causa di fattori politici e l'influenza di autori come Petrarca, che difese il papa.
  • Pier da Morrone, eletto papa nel 1294, si ritirò rapidamente a causa della sua inesperienza e delle pressioni esterne, rinunciando alla tiara entro dicembre dello stesso anno.
  • Dopo la rinuncia, Celestino V tornò alla vita eremitica, ma fu imprigionato da Bonifacio VIII per timore di possibili opposizioni, morendo nel castello di Fumone.
  • La rappresentazione di Celestino V nelle miniature medievali riflette la sua identificazione come figura centrale nella discussione del "gran rifiuto".

"...vidi e conobbi l'ombra di colui che fece per viltade il gran rifiuto" (vv. 59-60)

Indice

  1. Identificazione di Celestino V
  2. Dubbi e interpretazioni nel Trecento
  3. Vita e rinuncia di Celestino V
  4. Conseguenze della rinuncia

Identificazione di Celestino V

Assai probabilmente Celestino V. Per altri: Pilato, o Esaù, o Giuliano l'Apostata, o altri ancora. I primi commentatori del Trecento non ebbero esitazioni e lo identificarono con Pier da Morrone, papa Celestino V; un riflesso di questa sicurezza si può avere nelle miniature dei codici più antichi in cui si vede rappresentato ingenuamente, ma significativamente, tra gli spiriti che corrono nudi dietro l'insegna, uno con la tiara in capo, be individuabile tra gli altri.

Dubbi e interpretazioni nel Trecento

Nella seconda metà del secolo cominciano i primi dubbi, che giungono poi, alla fine del Trecento, alla recisa negazione di Benvenuto da Imola. A mutare radicalmente l'opinione dei primi commentatori non fu solo la temperie politica e religiosa profondamente cambiata nella seconda metà del secolo ed un più accondiscendente ossequio all'autorità ecclesiastica, ma anche il peso dell'autorità letteraria di Petrarca, che nel De vita solitaria fece un'aperta apologia di papa Celestino V, con evidente intenzione polemica nei confronti di Dante, o almeno di quella interpretazione.

Le altre identificazioni (Esaù, Pilato, Giuliano l'Apostata, Giano della Bella, Vieri de' Cerchi ecc...) convincono assai poco, anche se l'interpretazione dei primi commentatori, ripresa e sostenuta da molti moderni, possa avere qualche ombra (tra cui, la più pesante, la canonizzazione di Celestino nel 1313).

Vita e rinuncia di Celestino V

Pier da Morrone, di modesta famiglia, nato a Isernia o a S. Angelo di Limosano intorno al 1210, fece vita eremitica fino al 5 luglio 1294, quando, dopo una lunga vacanza del soglio pontificio (dal 4 luglio 1292, morte di Nicolò V) fu eletto papa dal conclave riunito a Perugia. Dopo un momento di indecisione, accettò: fu consacrato vescovo all'Aquila a metà agosto e fu incoronato pontefice il 29 di quel mese con nome di Celestino V. Non si recò né a Perugia né a Roma, ma fissò la residenza a Napoli (la sua nomina avvenne anche per le pressioni esercitate sul conclave da Carlo II d'Angiò).

La sua inesperienza, le trame che si svolgevano intorno a lui, gli fecero comprendere ben presto la propria incapacità e, nonostante l'opposizione di Carlo d'Angiò, decise di rinunciare alla tiara. pare lo istigasse alla rinuncia il cardinal Caetani che, come celebre canonista, Celestino aveva interpellato. Dopo alterne pressioni (si parlò pure d'inganni da parte del Caetani) il 13 dicembre dello stesso anno (1294), Celestino, riunito il concistoro, rinunciò al papato. Il 24 dicembre il cardinal Caetani gli succedeva col nome di Bonifazio VIII.

Conseguenze della rinuncia

Celestino, ritornato Pier da Morrone, volle riprendere la vira eremitica, ma Bonifacio, temendo che potesse diventare, ad opera di oppositori, strumento di ribellione, lo fece rinchiudere e custodire nel castello di Fumone, dove morì nel maggio del 1296.

N.B. vidi e conobbi, non significa necessariamente che Dante conoscesse di persona colui che egli vede, perché la formula è riferibile anche a persone ignote.

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Domande da interrogazione

  1. Chi è identificato come l'ombra di colui che fece il gran rifiuto?
  2. L'ombra è comunemente identificata con Celestino V, ovvero Pier da Morrone, secondo i primi commentatori del Trecento, che lo rappresentarono tra gli spiriti nel contesto della sua rinuncia al papato (vv. 59-60).

  3. Quali sono i dubbi emersi riguardo all'identificazione di Celestino V nel Trecento?
  4. Nella seconda metà del Trecento, iniziarono a sorgere dubbi sull'identificazione di Celestino V, culminando in una negazione da parte di Benvenuto da Imola, influenzata anche dall'autorità letteraria di Petrarca (testo).

  5. Qual è la storia della vita e della rinuncia di Celestino V?
  6. Celestino V, nato intorno al 1210, fu eletto papa nel 1294 ma, riconoscendo la propria incapacità, rinunciò al papato il 13 dicembre dello stesso anno, dopo pressioni e consigli, tra cui quello del cardinal Caetani (testo).

  7. Quali furono le conseguenze della rinuncia di Celestino V?
  8. Dopo la rinuncia, Celestino V tornò alla vita eremitica, ma fu rinchiuso nel castello di Fumone da Bonifacio VIII, temendo che potesse diventare uno strumento di ribellione, dove morì nel maggio del 1296 (testo).

  9. Cosa significa l'espressione "vidi e conobbi" nel contesto di Dante?
  10. L'espressione "vidi e conobbi" non implica necessariamente che Dante conoscesse personalmente Celestino V, ma può riferirsi anche a persone ignote, suggerendo una visione simbolica piuttosto che personale (testo).

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