Concetti Chiave

  • Dante è commosso dall'orribile spettacolo della bolgia e viene esortato da Virgilio a non indugiare, poiché ci sono ancora molte cose da scoprire nel suo cammino.
  • Geri del Bello, cugino di Dante, è ricordato per la sua morte violenta e la mancanza di vendetta, un tema centrale nella sua storia.
  • I lamenti strazianti che provengono dalla bolgia costringono Dante a coprirsi le orecchie, evidenziando la sofferenza dei dannati e l'orrendo ambiente.
  • Dante incontra due alchimisti dannati, condannati per la loro pratica alchemica, che si grattano furiosamente le croste della scabbia.
  • Capocchio, un alchimista astuto, è descritto come capace di contraffare metalli e persone e fu arso a Siena nel 1293 per le sue pratiche occulte.

Indice

  1. Dante e l'orribile spettacolo
  2. La storia di Geri del Bello
  3. I lamenti della bolgia
  4. Gli alchimisti dannati
  5. Capocchio e la sua storia

Dante e l'orribile spettacolo

Dante si sofferma a guardare l'orribile spettacolo della bolgia e ne è commosso. Virgilio con dolce rimprovero lo invita a non indugiare soverchiamente, cosa che non ha mai fatto nelle bolge precedenti, e lo esorta a riprendere il cammino perché la via è ancora lunga e molte son le cose ancora da vedere.
Ripreso il cammino Dante cerca di giustificare il suo indugio asserendo che nella bolgia dovrebbe trovarsi uno della sua famiglia. Virgilio gli dice che infatti, mentre Dante era tuto intento a parlare con Bertram dal Bornio, aveva visto una danno minacciare col dito il poeta, ma accortosi di non essere guarito si era allontanato; dai compagni di pena lo aveva sentito nominare Geri del Bello. Dante dichiara allora che Geri aveva ben ragione di essere sdegnato, perché la su morte violenta non era stata ancora vendicata da nessuno della sua consorteria. Così parlando i due poeti giungono al ponte che sovrasta l'ultima bolgia.

La storia di Geri del Bello

Geri del Bello, figlio di Bello di Alighiero I, cugino primo del padre di Dante, è ricordato in due documenti del 1266 e del 1276; fu processato in contumacia a Prato nel 1280 perché accusato di rissa e percosse. In quanto alla sua uccisione e alla conseguente vendetta di cui è parola ai vv. 31-33, ben poco sappiamo. I commentatori danno notizie vaghe e contraddittorie. Le più sicure testimonianze possono essere quelle dei figli di Dante: Jacopo, che indica la causa della sua morte nell'aver seminato discordie, e Piero, che indica nella persona di Brodaio dei Sacchetti l'uccisione di Geri. Quest'ultima notizia è confermata,ata dalla pace stipulata molto più tardi tra gli Alighieri e i Sacchetti per volontà del Duca di Atene. Stando a Benvenuto, la vendetta dell'uccisione di Geri sarebbe avvenuta introno al 1310; nel giro d'anni in cui cade press'a poco la composizione dell'Inferno.

I lamenti della bolgia

Date sente salire dalla bolgia così strazianti lamenti che è costretto a chiudersi le orecchie con le mani. E per dare al lettore un'idea della bolgia, ricorre di nuovo a un'ipotetica similitudine: se si fossero puniti unire insieme tutti i malati degli ospedali della Valdichiana e quelli della Maremma e della Sardegna, nel periodo di maggior infuriare delle malattie, tale sarebbe state la vista della bolgia e la puzza che ne usciva. Discesi i due poeti sull'ultimo argine, vedono alcuni dannati, gli alchimisti, ricoperti di croste, grattarsi furiosamente, mentre altri giacciono o strisciano per terra, colpiti da varie malattie.

Gli alchimisti dannati

Dante scorge due dannati che, poggiati dorso a dorso, si grattano furiosamente le croste della scabbia. Virgilio li interpella chiedendo se ci sia qualche italiano nella bolgia, ed uno di essi dichiara che entrami lo sono, ma vuol sapere a sua volta chi sia l'interrogante. Virgilio accenna al suo compito di guidare un vivo per mostrargli tutto l'Inferno e i due, tremanti e stupiti, si volgono a guardare. Poi uno di essi, alla domanda di Dante, dichiara di essere di Arezzo e di esser stato arso vico da Alberto di Siena no perché fosse un alchimista - colpa per la quale si trova in questa bolgia - ma perché non era riuscito a farlo volate, come gli aveva promesso. (Di fronte alla sciocca fatuità di Albero, Dante, rivolgendosi a Virgilio, commenta ironicamente la vanità dei Senesi; alle sue parole fa eco immediatamente l'atro dannato che, in tono ironico, accenna ad alcuni esempi di tale vana fatuità, e infine si rivela per Capocchio, alchimista, che in vita aveva conosciuto il poeta.

Capocchio e la sua storia

Capocchio, la maggior parte degli antichi commentari lo dice fiorentino, ma il Buti, il Landino e qualche altro lo fanno nativo di Siena. Quasi tutti si accordano nel riconoscergli prontezza d'ingegno, sottigliezza ed estrosità; Benvenuto racconta che Dante lo sorprese un giorno a dipingere con estrema perizia sulla unghie la passione di Cristo, ma che, vistosi scoperto, cancellò con un colpo di lingua il lungo e paziente lavoro. L'Anonimo fiorentino gli attribuisce una gran capacità di contraffare le persone, sì che "diese nell'ultimo a contrafare i metalli, come egli facea gli uomini". Fu arso a Siena come alchimista il 15 agosto 1293.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è la reazione di Dante di fronte all'orribile spettacolo della bolgia?
  2. Dante è commosso dall'orribile spettacolo della bolgia, ma Virgilio lo esorta a non indugiare e a riprendere il cammino, poiché ci sono ancora molte cose da vedere (Dante e l'orribile spettacolo).

  3. Chi è Geri del Bello e quale è la sua storia?
  4. Geri del Bello, cugino di Dante, è ricordato per la sua morte violenta e la vendetta che ne seguì, ma le informazioni sulla sua uccisione sono vaghe e contraddittorie (La storia di Geri del Bello).

  5. Che tipo di lamenti si sentono dalla bolgia e come viene descritta la scena?
  6. Dalla bolgia si sentono lamenti strazianti, tanto che Dante è costretto a chiudersi le orecchie; la scena è paragonata a quella di malati in ospedali durante un'epidemia (I lamenti della bolgia).

  7. Qual è la colpa degli alchimisti dannati che Dante incontra?
  8. Gli alchimisti sono dannati per la loro pratica di alchimia; uno di loro, originario di Arezzo, spiega di essere stato arso non per la sua colpa, ma per non aver soddisfatto le aspettative di un altro (Gli alchimisti dannati).

  9. Chi è Capocchio e quali sono le sue abilità?
  10. Capocchio, descritto come un alchimista astuto e ingegnoso, è noto per la sua capacità di contraffare metalli e persone; fu arso a Siena nel 1293 per la sua pratica alchemica (Capocchio e la sua storia).

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