Concetti Chiave

  • Virgilio presenta Gerione, un mostro simbolo della frode, con caratteristiche fisiche inquietanti, mentre i poeti si preparano a scendere nel cerchio degli usurai.
  • Gli usurai sono puniti seduti lungo l'argine, sotto una pioggia di fuoco, con borse al collo che mostrano gli stemmi familiari, legando il peccato alla loro identità.
  • Reginaldo Scrovegni, un usuraio noto, si distingue per il suo comportamento rabbioso e il legame con la sua famiglia, la cui storia è intrecciata alla punizione degli usurai.
  • Virgilio guida Dante verso il girone degli usurai, invitandolo a esplorarlo da solo mentre convince Gerione a trasportarli nel cerchio successivo.
  • Dante prova paura ma si fa coraggio mentre Gerione inizia a volare, sentendo l'aria sul volto durante la discesa verso il cerchio inferiore.

Indice

  1. L'arrivo di Gerione
  2. Gli usurai e i loro stemmi
  3. Incontro con Reginaldo Scrovegni
  4. Il volo di Gerione

L'arrivo di Gerione

Virgilio annuncia l'arrivo di Gerione e il mostro ad un suo cenno si accosta alla riva del burrato. Il mostro ha il volto umano, il corpo di serpente, tutto cosparso di nodi e rotelle, due branche pelose e la coda armata di una forbice velenosa che resta nascosta nel baratro: è il simbolo della frode. Virgilio e Dante scendono lungo l'argine fino all'orlo del burrone.
Il canto si apre con le parole di Virgilio e la didascalia proposta ha un effetto nuovo. Il discorso improvviso - si è parlato di inizi di canti squillanti - è tra l'altro sottolineato da due ecco. La fiera, di cui Dante ha già fatto un indeterminato accenno alla fine del canto precedente e che verrà rappresentata, con minuzia di particolari, nei versi successivi (7-27), è Gerione: Secondo la mitologia, Gerione, figlio di Crisaore e di Calliroe, re dell'isola Eritea nell'Oceano occidentale, era un gigante con tre teste, sei braccia e sei gambe, cioè con tre corpi che si univano nell'unico ventre. Ercole, in una delle sue fatiche, lo uccise per rapirgli le giovenche purpuree.

Non risulta dalla mitologia classica essere frodatore: furono forse tarde leggende medievali a farne un re crudele, che accoglieva gli ospiti con volto sincero e benigno per poi ucciderli barbaramente.

Gli usurai e i loro stemmi

Virgilio invita Dante a completare la sua esperienza del girone, andando da solo a vedere la pena degli usurai, mentre egli convincerà Gerione a trasportarli nel cerchio successivo. Gli usurai stanno seduti lungo l'argine sotto la pioggia di fuoco: hanno una borsa al collo che porta impressa l'insegna nobiliare della famiglia. Dante vede dapprima uno della famiglia dei Il leone azzurro in campo oro era lo stemma dei Gianfigliazzi, celebre famiglia fiorentina di parte guelfa, dopo la divisione della città in Guelfi e Ghibellini (1215), e di parte Nera dopo il 1300. Molti antichi commentatori indicarono in questo dannato Catello di Rosso Gianfigliazzi, che, in effetti, esercitò l'usura in Francia col fratello Gianfigliazzo ed un cugino. Questa identificazione, e quella degli altri dannati, non sono sicure e il perentorio del v.54 sembra riferirsi a famiglie nobili, di cui qualche membro era stato notoriamente usuraio.

Lo stemma raffigurante un'oca bianca in campo rosso era quello della famiglia degli Obriachi, fiorentina, di antichissima nobiltà e di parte Ghibellina, che fu tra quelle cacciate dalla città nel 1258; abitava nel Sesto d'Oltrarno. Gli eruditi trovarono un Locco Obriachi che esercitava l'usura in Sicilia, mentre, secondo un antico commentatore, Dante indicherebbe qui un Ciapo di questa famiglia.

Incontro con Reginaldo Scrovegni

Un terzo dannato, Reginaldo Scrovegni, annuncia rabbiosamente a Dante la venuta di Vitaliano del Dente e di Giovanni di Buiamonte dei Becchi, e poi, in seguito di spregio, tira fuori la lingua.

Questo dannato, l'unico che parla, è un membro della famiglia padovana degli Scrovegni, che aveva per insegna una scrofa azzurra in campo bianco. Esso è Reginaldo Scrovegni, notissimo usuraio, il cui figlio Arrico, ad espiazione dei peccato del padre, fece costruire la celebre cappella che ne porta appunto il nome, e che fu affrescata da Giotto.

Vitaliano del Dente, padovano, podestà di Vicenza nel 1304 e di Padova nel 1307. Ma egli è ricordato anche come uomo generoso e liberale: perciò altri fanno il nome di Vitaliano di Iacopo Vitaliani.

Giovanni di Buiamonte dei Becchi, gonfaloniere di giustizia nel 1293, che ricoperse veri uffici pubblici ed era stato insignito di recente del titolo di cavaliere.

Il volo di Gerione

Dante ritorna indietro; Virgilio, già sulle spalle del mostro, lo invita a salire. E' preso da paura, ma si fa coraggio e sale. Gerione retrocede come una barca che si stacchi dalla riva e comincia a muoversi nell'aria in ampi e lenti cerchi, sempre discendendo. Dante sente l'aria ventilargli sul volto e soffiare di sotto in sù, per la discesa; poi comincia a scorgere le bolge, man mano che l'ampio giro di Gerione lo accosta all'orlo inferiore del baratro. Finalmente il mostro scende a terra e, scaricati i due poeti, riparte veloce come una saetta.

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Domande da interrogazione

  1. Chi è Gerione e quale simbolismo rappresenta nel canto?
  2. Gerione è un mostro con volto umano e corpo di serpente, simbolo della frode, che accoglie i poeti all'orlo del burrone. La sua figura è descritta con dettagli mitologici e rappresenta la duplicità del comportamento umano, accogliendo con benevolenza per poi tradire.

  3. Qual è il destino degli usurai nel canto?
  4. Gli usurai sono condannati a sedere lungo l'argine sotto una pioggia di fuoco, con una borsa al collo che riporta lo stemma della loro famiglia, evidenziando la loro identità e il peccato di usura.

  5. Chi è Reginaldo Scrovegni e quale ruolo ha nel canto?
  6. Reginaldo Scrovegni è un usuraio noto, che si distingue per il suo comportamento rabbioso e per il suo legame con la cappella costruita dal figlio in espiazione dei suoi peccati. La sua figura rappresenta il peccato e la vergogna legata all'usura.

  7. Quali famiglie nobili sono menzionate tra gli usurai?
  8. Tra gli usurai si citano le famiglie Gianfigliazzi e Obriachi, entrambe con stemmi distintivi, che evidenziano la loro nobiltà e il peccato di usura, sottolineando la connessione tra status sociale e peccato.

  9. Come avviene il volo di Gerione e quale effetto ha su Dante?
  10. Gerione trasporta Dante e Virgilio in un volo discendente, creando un senso di paura e meraviglia in Dante, che percepisce il vento e la vista delle bolge, simboleggiando il passaggio verso un nuovo cerchio dell'Inferno.

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