Concetti Chiave

  • Pier della Vigna simboleggia la dualità tra condanna e comprensione, con Dante che cerca di difendere la sua innocenza e quella dell'imperatore Federico II.
  • Piero giura fedeltà all'imperatore, ma entrambi subiscono calunnie, con Dante che si identifica con la loro sorte ingiusta.
  • Nel bosco dei suicidi, le anime che si tolgono la vita diventano piante, soffrendo ulteriormente a causa delle Arpie che si nutrono di loro.
  • Dante e Virgilio assistono a una drammatica caccia nel bosco, evidenziando il dolore e la disperazione delle anime perseguitate.
  • Il cespuglio rimprovera Iacopo da Santo Andrea per il suo suicidio, sottolineando il dolore e la tragicità della sua scelta.

Indice

  1. Pier della Vigna e Dante
  2. Fedeltà e calunnia
  3. Bosco dei suicidi
  4. Trasformazione delle anime
  5. Inseguimento nel bosco
  6. Rimprovero del cespuglio

Pier della Vigna e Dante

Il personaggio di Pier della Vigna è un esempio tipico di quella compresenza nell'Inferno, in alcuni casi, di condanna religiosa e di comprensione per gli errori e la fragilità umana. D'altra parte Dante vuol vendicare la sorte ingiusta di Piero, proclamare la sua innocenza. Senza giungere all'identificazione troppo precisa proposta da qualche studioso tra Dante e il suo personaggio, non par dubbio che in quest'ultimo il poeta vedeva molto di sé stesso.

Fedeltà e calunnia

Piero non solo solennemente afferma con giuramento la sua fedeltà da vivo all'imperatore, ma la testimonia anche nell'Inferno: per lui, l'imperatore fu d'onor si degno; fu vittima anche lui, in fondo, della congiura degli invidiosi, per colpa dei quali egli corre rischio di aver presso i posteri trista fama d'ingrato. Dante rivendica l'innocenza non solo di Piero, ma anche di Federico. E poi, come ricompensa finale, la disgrazia. così era stato dai suoi concittadini ricompensato egli stesso, Dante.

Il Se Piero è simile a Romeo, a questo è similissimo Dante, nella sua incapacità di scusarsi, umiliandosi, di colpe non commesse, anche a costo di restare in esilio.

Bosco dei suicidi

Nesso non è ancora arrivato dall'altra parte del fiume, che i due poeti s'incamminano per un bosco arrido e strano. Gli arbusti contorti e spinosi sembrano gli sterletti della Maremma; le Arpie nidificano tra i rami e fanno strani lamenti. Virgilio spiega a Dante che si trovano nel secondo girone e lo invita a guardare attentamente.
Dante si arresta smarrito nell'udire lamenti senza vedere nessuno, e Virgilio lo invita a spezzare una fraschetta, se vuol comprendere la verità. Dalla pianta da cui Dante ha colto un ramicello escono insieme parole e sangue. Sono parole di rimprovero per il dolore causato: si tratta di dannati trasformati in piante. Virgilio cerca di scusare il discepolo di ciò che ha fatto per suo stesso suggerimento e per ammenda dell'offeso arrecata gli propone di dichiarare chi sia perché Dante, a cui è lecito ritornare nel mondo, può restaurarne la fama.

Lo spirito si rivela allora per il grande ministro di Federico II, Pier della Vigna, che dopo una vita di esemplare fedeltà all'imperatore, calunniato dagli invidiosi cortigiani, fu incarcerato per tradimento. Incapace di sopportare l'atroce calunnia, si tolse la vita; ma ora ribadisce la propria innocenza, pregando il vivo di rivendicare il suo onore in terra.

Trasformazione delle anime

Poiché lo spirito tace, Virgilio invita Dante a rivolgergli ancora qualche domanda; ma il poeta è così commosso che non potrebbe parlare. Parla quindi Virgilio, chiedendo a Pier della Vigna come l'anima si trasformi in pianta, e se alcuna può liberarsi da questa forma. Piero spiega che quando l'anima si stacca dal corpo volontariamente, col suicidio, viene precipitata nella selva, dove germoglia: le Arpie accrescono il suo dolore, pascendosi delle sue foglie.

Inseguimento nel bosco

Dante e Virgilio, mentre attendono altre spiegazioni, vengono sorpresi da un rumore. Alla loro sinistra appaiono due spiriti, graffiati dalle spine dei pruni, che corrono spezzando rami e fronde, inseguiti da una torma di cagne nere e fameliche. Quello dinanzi riesce a fuggire; il secondo, sfinito, si getta in un cespuglio, e le cagne lo afferrano e lo fanno a brani, insieme allo stesso cespuglio poi si allontanano.

Rimprovero del cespuglio

Virgilio prende per mano Dante ancora commosso e spaventato e lo conduce presso il cespuglio straziato, che con amare e dolorose parole rimproverava Iacopo da Santo Andrea per il suo inutile gesto. Alla domanda di Virgilio, lo spirito risponde di essere un fiorentino, suicida nella propria casa.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è il significato della figura di Pier della Vigna nell'Inferno di Dante?
  2. Pier della Vigna rappresenta la compresenza di condanna e comprensione per la fragilità umana; Dante rivendica la sua innocenza e quella di Federico II, vedendo in lui un riflesso di se stesso.

  3. Come viene rappresentata la fedeltà di Pier della Vigna all'imperatore?
  4. Pier giura la sua fedeltà all'imperatore e, nonostante la calunnia che lo ha portato alla morte, continua a difendere il suo onore, simile a Dante che affronta l'esilio senza scusarsi.

  5. Qual è la trasformazione delle anime nel Bosco dei suicidi?
  6. Le anime che si suicidano si trasformano in piante, e il loro dolore è accresciuto dalle Arpie; Pier della Vigna spiega che questa condizione è una punizione per il distacco volontario dal corpo.

  7. Cosa accade quando Dante e Virgilio si trovano nel bosco?
  8. I due poeti assistono a una scena drammatica in cui due spiriti, inseguiti da cagne nere, fuggono e uno di essi viene catturato e distrutto, evidenziando la sofferenza dei dannati.

  9. Qual è il messaggio del cespuglio che rimprovera Iacopo da Santo Andrea?
  10. Il cespuglio, rappresentante un'anima suicida, rimprovera Iacopo per il suo gesto inutile, sottolineando il dolore e la disperazione che accompagnano la scelta del suicidio.

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