Concetti Chiave

  • Dante sostiene l'importanza del volgare come strumento linguistico essenziale per la comunicazione culturale e affettiva, rifiutando il latino.
  • Il rapporto di Dante con il volgare è descritto come un forte legame affettivo, paragonabile al fuoco che rende duttile il ferro, fondamentale per la sua crescita come poeta.
  • Critica i contemporanei che si avvalgono del latino per guadagni personali, paragonandoli a suonatori di cetra che non suonano il loro strumento.
  • Dante propone una visione innovativa della nobiltà, affermando che essa deriva dalla bontà d’animo e non solo dalla stirpe, sottolineando il valore del pubblico che conosce il volgare.
  • Il volgare è visto come un mezzo per raggiungere un pubblico più vasto e inclusivo, permettendo a molti di comprendere e apprezzare la poesia.

Indice

  1. Introduzione
  2. Le motivazioni, spesso di ordine affettivo
  3. Polemica contro gli scrittori contemporanei
  4. Il pubblico e la lingua da esso usata

Introduzione

In diverse circostanze, Dante senta la sua missione di uomo di cultura e connessa a ciò è la scelta dello strumento linguistico di cui servirsi: esso non è il latino ma il volgare. Questa scelta è di grande portata, non solo per il tempo di Dante, ma anche per le conseguenze che avrà, in seguito, nello sviluppo della cultura italiana. Nel brano Dante difende e motiva la scelta del volgare, ricorrendo a tutta una serie di argomentazioni, ma anche con motivazioni che prospettano il problema dal lato affettivo.

Le motivazioni, spesso di ordine affettivo

Il volgare fu un elemento di congiunzione e di comunicazione fra il poeta e i genitori. E per spiegare il concetto, il poeta ricorre all’esempio del fuoco che rende duttile il ferro e adatto per essere lavorato in modo tale da poter fabbricare un coltello: il fuoco è paragonabile al volgare che rese possibile la formazione del poeta. Grazie al volgare, egli potette perfezionare le sue conoscenze, in cui era entrato con il latino. Dante e il volgare hanno avuto in comune un medesimo desiderio, ossia una stessa volontà e questo viene dimostrato. Se il volgare, immaginandolo come una persona, potesse realizzare la sua volontà, mirerebbe alla sua conservazione e cioè a darsi maggiore regolarità e stabilità: e una lingua può raggiungere tale obiettivo a condizione che sia regolata da precise norme in poesia e in prosa. A questo punto, Dante rivendica a sé l’attività di scrittore di rime in volgare Fra il volgare è Dante, è sempre esistito una sorta di convergenza di finalità. Il poeta si è servito della lingua volgare sia nell’attività civile che in quella intellettuale. Se è vero che l’amicizia si accresce con la consuetudine, è ovvio che nel poeta tale amicizia è enormemente accresciuta poiché il poeta ha avuto a che fare per tutta la sua vita con il volgare. A tale rapporto affettivo con il volgare in Dante, concorsero tutte le ragioni che sono state all’origine dell’amicizia e che la accrescano. Pertanto, conclude Dante, fra me è la lingua volgare esiste un fortissimo sentimento di amore sia da parte della lingua che da parte mia, e quindi corrisposto.

Polemica contro gli scrittori contemporanei

Sulla motivazione della scelta del volgare, Dante ritorna parecchie volte nei suoi scritti. Innanzitutto egli si scaglia contro i letterati suoi contemporanei che si arricchiscono e arrivano a ricoprire cariche pubbliche tramite la cultura e li paragona a coloro che si fanno chiamare suonatori di cetra coloro che invece di suonare lo strumento, lo tengono appeso in casa oppure la prestano dietro compenso.

Il pubblico e la lingua da esso usata

Per quanto riguarda la definizione del pubblico, il poeta sostiene che esso deve essere costituito da persone che si caratterizzano per la bontà d’animo e per nobiltà. Questi nobili hanno tutti origine aristocratica ed essi conoscono solo il volgare e non il latino. Un’idea innovativa per il tempo: non è la stirpe che rende automaticamente nobile un individuo, bensì le persone nobili che rendono nobile la casata.
A conclusione di ciò, Dante afferma che dal momento che fra coloro che desiderano comprendere le canzoni, coloro che non hanno studiato il latino sono molto più numerosi di quelli che lo hanno studiato. Ne consegue che il latino sarebbe servito veramente a pochi, mentre il volgare torna a beneficio di molti.
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Domande da interrogazione

  1. Qual è la motivazione principale di Dante nella scelta del volgare come lingua di scrittura?
  2. Dante sceglie il volgare per la sua capacità di connettere il poeta con il pubblico e per il suo valore affettivo, sottolineando che il volgare ha reso possibile la sua formazione culturale e intellettuale (Introduzione).

  3. In che modo Dante paragona il volgare al fuoco?
  4. Dante paragona il volgare al fuoco, che rende duttile il ferro, per illustrare come il volgare abbia permesso la sua crescita e perfezionamento come poeta, simile a come il fuoco permette di lavorare il metallo (Le motivazioni, spesso di ordine affettivo).

  5. Qual è la critica di Dante nei confronti degli scrittori contemporanei?
  6. Dante critica i letterati del suo tempo che si arricchiscono e occupano cariche pubbliche senza realmente contribuire alla cultura, paragonandoli a suonatori di cetra che non suonano il loro strumento (Polemica contro gli scrittori contemporanei).

  7. Come definisce Dante il pubblico ideale per la sua opera?
  8. Dante definisce il pubblico ideale come composto da persone di bontà d’animo e nobiltà, sottolineando che la nobiltà non deriva solo dalla stirpe, ma dalla qualità delle persone stesse, che conoscono solo il volgare (Il pubblico e la lingua da esso usata).

  9. Qual è l'importanza del volgare secondo Dante rispetto al latino?
  10. Dante afferma che il volgare è più accessibile e utile per la maggior parte delle persone rispetto al latino, poiché molti più individui possono comprendere il volgare, rendendolo una lingua di beneficio per un pubblico più ampio (Il pubblico e la lingua da esso usata).

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