Concetti Chiave

  • Il capitolo XIII introduce Lodovico Melzi d’Eril come vicario, un uomo comune, ansioso e imprevidente, soggetto all’autorità di Ferrer e della giunta.
  • Ferrer emerge come un personaggio ipocrita e astuto, capace di manipolare la folla violenta e rappresenta l'antagonista della folla stessa.
  • Renzo si trasforma in un partecipante attivo, rifiutando la violenza e cercando di mediare tra il popolo e le sue vittime, il vicario e Ferrer.
  • La psicologia della folla è esplorata attraverso le sue azioni contrastanti, evidenziando tensioni e reazioni diverse nei confronti del vicario e di Ferrer.
  • La doppiezza linguistica di Ferrer, che alterna spagnolo e italiano, simboleggia la sua astuzia e dissimulazione, richiamando temi di verità e menzogna.

Il capitolo XIII si apre con la figura del vicario, ossia Lodovico Melzi d’Eril, la cui autorità era soggetto a quella di Ferrer e della giunta in materia di prezzo del pane. Esso è colto nei suoi tratti di uomo comune: nel riposo dopo pranzo, nella sua imprevidenza e nella sua ansietà. Per certi versi, egli è simile a don Abbondio.

Egli introduce la figura del cancelliere Ferrer, un esempio di personaggio ipocrita e falso che con astuzia, riesce a prendersi gioco della folla violenta.

Indice

  1. Renzo e la folla
  2. Psicologia della folla
  3. Renzo come intermediario
  4. Il ruolo di Ferrer
  5. Doppiezza di Ferrer

Renzo e la folla

Abbiamo, poi, Renzo, questa volta partecipante attivo agli avvenimenti e per il quale Ferrer diventa il liberatore degli oppressi, anche se prima è intervenuto, rischiando il linciaggio, a favore del vicario a seguito del proposito di un vecchio di inchiodare al portone quest’ultimo una volta catturato e ucciso. La reazione di sdegno di Renzo è dettata dal rifiuto di ogni forma di estrema violenza.

Psicologia della folla

Infine, ci viene presentata la folla di cui lo scrittore studia le varie componenti psicologiche che generano concordia e discordia e tutta una varietà di reazioni e combinazioni possibili.

La psicologia della folla è colta nelle due fasi opposte dell’azione: nell’attacco alla casa del vicario, con tensione crescente, e nel riflusso davanti a Ferrer, uno scioglimento dell’azione ricco di umorismo.

Renzo come intermediario

A tratti, Renzo appare come intermediario positivo e non più come semplice testimone: è la coscienza che interviene a pronunciare il suo giudizio sui fatti e a tentare di correggerli nell’istante stesso in cui egli vi partecipa. I problemi che, fino ad ora, ha tanto dibattuto dentro di sé continuano ad agitarsi in lui e si riflettono in questo momento storico. Infatti, Renzo condivide la sete di giustizia della folla, in cui proietta la sua, identificando, come fanno tutti gli altri, il colpevole nel vicario e il salvatore in Ferrer; d’altra parte, ora è anche in lotta contro la violenza a cui già altre volte non ha voluto abbandonarsi.

Le due anime della folla, quella giusta e quella ingiusta, trovano eco nel personaggio di Renzo che, ora attratto ora respinto, fino all’estremo rischio, diventa il tramite positivo fra il popolo in rivolta e la sua vittima o il suo idolo. Infatti, vediamo che Renzo cerca di difendere il vicario (e le voci che lo definiscono un servo al servizio di quello o addirittura il vicario stesso riprendono il tema dei continui equivoci che coinvolgono il personaggio) e poi difende concretamente Ferrer, “meglio che non avrebbe potuto fare il più bravo de’ suoi segretari”. I pericoli e i malintesi a cui Renzo si espone preparano intanto il terreno a nuove e più gravi insidie.

Il ruolo di Ferrer

Il capitolo che si apre con la figura del vicario, vittima meschina delle circostanze, evolve dalla tragedia alla commedia, quando sopraggiunge Ferrer nelle vesti di giustiziere pieno di coraggio. I due personaggi riuniti rappresentano alla fine la conclusione del loro finto antagonismo, il loro trionfo e la vittoria del sistema sul vero nemico, cioè sulla folla che prima li divideva (minaccia al vicario e esaltazione di Ferrer), ora unanime, ora scissa, ora forte e ora debole, ora aggressiva e ora beffata. Sullo sfondo, i soldati inattivi sono il simbolo di un’altra violenza che non si è manifestata perché sconfitta, come quella del popolo, dall’astuzia di Ferrer.

Doppiezza di Ferrer

Il cancelliere ha contemporaneamente un volto e una maschera anche se la sua dissimulazione è onesta e anche la sua doppiezza di comportamento si traduce in un intreccio di due lingue diverse, con destinatari distinti. Questa sua caratteristica, come se l’uomo avesse una lingua bifida, si associa felicemente al particolare dello strascico del cancelliere che disparve come la coda di una serpe dietro la porta del palazzo del vicario appena socchiusa per farlo entrare, per rivelare la qualità del comportamento astuto di Ferrer. Alcuni critici hanno visto in questa immagine un richiamo al Vangelo di Matteo quando Gesù raccomanda di essere astuti come i serpenti e sempre semplici come le colombe.

Lo sdoppiamento linguistico di Ferrer, inizialmente contrappone lo spagnolo all’italiano come il linguaggio della verità a quello della menzogna; quando si è lontani dal pericolo, allora il rapporto fra le due lingue si capovolge ed è lo spagnolo ad assumere l’aspetto di falsità e di ipocrisia, mascherando il disappunto con le frasi già fatte della diplomazia (“beso a usted las manos”, “Esto lo digo por su bien” “que dirà de esto su excelencia”, “dios lo sabe”).

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Domande da interrogazione

  1. Qual è il ruolo di Lodovico Melzi d’Eril nel capitolo XIII?
  2. Lodovico Melzi d’Eril, il vicario, è presentato come un uomo comune, soggetto all’autorità di Ferrer e della giunta, e mostra tratti di ansietà e imprevidenza, simile a don Abbondio.

  3. Come viene descritto il cancelliere Ferrer?
  4. Ferrer è un personaggio ipocrita e astuto, capace di manipolare la folla violenta a suo favore, rappresentando una doppiezza di comportamento che si riflette nel suo linguaggio e nelle sue azioni.

  5. In che modo Renzo partecipa agli eventi del capitolo?
  6. Renzo diventa un partecipante attivo, cercando di difendere il vicario e Ferrer, mentre lotta contro la violenza, rappresentando le due anime della folla e cercando di correggere le ingiustizie.

  7. Quali sono le dinamiche psicologiche della folla nel capitolo?
  8. La folla è studiata attraverso le sue reazioni di concordia e discordia, evidenziando momenti di tensione e umorismo, come nell’attacco alla casa del vicario e nel successivo riflusso davanti a Ferrer.

  9. Come si manifesta la doppiezza di Ferrer nel suo linguaggio?
  10. Ferrer utilizza un linguaggio bifido, contrapposto tra spagnolo e italiano, dove lo spagnolo rappresenta la menzogna e l’ipocrisia, mentre l’italiano è associato alla verità, mostrando la sua astuzia e dissimulazione.

Domande e risposte

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