Concetti Chiave

  • Il paesaggio descritto da Dickinson è profondamente alterato dal vento, che provoca deformazioni visive e sonore, rendendo la tempesta inquietante e surreale.
  • La natura è rappresentata in uno stato di caos, con alberi e case in fuga, mentre emerge una realtà immutabile che sottolinea la transitorietà dell'esistenza umana.
  • La traduzione di Montale preserva l'intensità fonetica dell'originale attraverso allitterazioni e un ritmo veloce, riflettendo la potenza del vento.
  • I versi brevi e gli enjambement nella lirica di Montale contribuiscono a creare un senso di accelerazione, enfatizzando la vorticità del vento.
  • La lirica presenta una sintassi paratattica ma complessa, con figure stilistiche come anastrofi e sinestesie, che evidenziano l'alterazione dell'ordine naturale.

l paesaggio rappresentato dalla Dickinson è profondamente alterato dalla forza violenta del vento, tanto che l'aspetto consueto delle cose appare deformato. La tempesta stessa si presenta sotto forme insolite: annunciata da un vento che stride come il suono di uno strumento di guerra (il «corno»), si materializza in un turbine gelato («verde brivido diaccio»), che assume le sembianze di un fantasma («spettro di smeraldo») e che è paragonato a una saetta celeste («l'elettrico / segnale del Giudizio»).

Indice

  1. La natura sconvolta
  2. La traduzione di Montale
  3. Qual è lo stile e il ritmo della lirica?

La natura sconvolta

La natura ne è sconvolta, tanto che nei versi centrali si alternano, in una progressione crescente, immagini di una realtà in subbuglio: gli alberi, quasi fossero presenze animate, sono in affanno («ansimanti»), le siepi ondeggiano senza controllo («alla deriva»), le case appaiono addirittura sradicate («in fuga nei fiumi»).
Nei versi finali si svela invece la presenza, dietro questo paesaggio stravolto, di una realtà ulteriore e assoluta, caratterizzato da una suprema indifferenza, imperturbabile a ogni sconquassamento («un mondo che non si muove»), immutabile nel tempo. La forza della lirica sta tutta in questa contraddizione di fondo tra un paesaggio violentemente sconvolto, che mette ancora più in evidenza la natura transitoria dell'uomo, la vanità della sua presenza, e la certezza che tutto passa su questo mondo come su un palcoscenico, senza lasciare segno.

La rivelazione finale, del resto, è preparata dal clima di sospensione creato da tutta la realtà in subbuglio, dai prodigi che la costellano (la presenza soprannaturale dello spettro di smeraldo e il segno che annuncia la fine del mondo) e dai rintocchi del campanile.

La traduzione di Montale

La traduzione di Montale mantiene il gioco fonetico del testo originario, tramite una serie di accorgimenti stilistici. La Dickinson, infatti, aveva reso il senso della forza del vento il suo suono, il turbinio da esso provocato puntando soprattutto sulla forza evocatrice delle parole e sugli effetti fonetici. Montale punta allo stesso risultato con l'utilizzo di numerose allitterazioni, in ver («vento arrivò», «verde brivido»), in s («sinistro passò», «sbarrammo», «entrasse», «spettro di smeraldo»), in e («e fa certo l'elettrico / segnale»). Come nel testo originario, poche sono le rime, perfette e imperfette.

Qual è lo stile e il ritmo della lirica?

Montale è rimasto fedele anche al ritmo veloce della lirica, che contribuisce a sottolineare la vorticità del vento: i versi infatti sono brevi, vi sono parole tronche che, in aggiunta agli enjambement presenti accelerano la lettura e il ritmo complessivo.

Sebbene la sintassi sia prevalentemente paratattica, la lirica risulta piuttosto elaborata. Questo è dovuto alla presenza sia di figure di costruzione, come le anastrofi («l'elettrico / segnale», evidenziato ancora di più dall'enjambement) e gli iperbati, sia di figure di significato, come le sinestesie («verde brivido»). L'alterazione dell'ordine naturale delle cose è dato poi dall'animazione degli elementi naturali e dalla loro personificazione, in una sequenza d'immagini dietro cui si nasconde la presenza più effimera di tutte, quella dell'uomo.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è l'effetto del vento sul paesaggio descritto da Dickinson?
  2. Il vento altera profondamente il paesaggio, deformando l'aspetto consueto delle cose e creando immagini di una realtà in subbuglio, come alberi ansimanti e case sradicate, evidenziando la transitorietà dell'uomo (testo).

  3. Come si manifesta la contraddizione tra il paesaggio sconvolto e la realtà immutabile?
  4. La lirica mostra un paesaggio violentemente sconvolto, che mette in risalto la vanità della presenza umana, contrapposto a una realtà assoluta e indifferente, immutabile nel tempo (testo).

  5. In che modo Montale riesce a mantenere il gioco fonetico della traduzione di Dickinson?
  6. Montale utilizza allitterazioni e accorgimenti stilistici per riprodurre il suono e la forza del vento, mantenendo l'effetto evocativo delle parole, simile al testo originale (testo).

  7. Quali elementi stilistici contribuiscono al ritmo veloce della lirica?
  8. Il ritmo è accentuato da versi brevi, parole tronche e enjambement, insieme a figure di costruzione e significato, che rendono la lirica elaborata e dinamica (testo).

Domande e risposte

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