Concetti Chiave

  • Emma Bovary sogna una vita di lusso e avventura a Parigi, cercando un'evasione dalla monotonia della sua esistenza provinciale.
  • La protagonista idealizza Parigi, trasformandola in un universo sublime e frivolo, lontano dalle miserie quotidiane.
  • Nonostante la sua agiatezza, Emma vive una profonda insoddisfazione, bloccata in un matrimonio senza amore e una routine opprimente.
  • La letteratura diventa un rifugio per Emma, ma anziché colmare il vuoto, accentua la distanza tra le sue aspirazioni e la realtà.
  • Flaubert utilizza la focalizzazione interna per esplorare la psiche di Emma, mettendo in risalto il suo stato d'animo attraverso dettagli descrittivi della sua vita quotidiana.

Flaubert, Gustave - Madame Bovary: analisi

Indice

  1. Qual è il sogno di Emma?
  2. La trasfigurazione della metropoli
  3. La realtà di Emma
  4. L'insoddisfazione di Emma
  5. La letteratura come rifugio
  6. La tecnica narrativa di Flaubert

Qual è il sogno di Emma?

Reclusa nell'insignificante realtà di provincia, Emma può trovare consolazione solo nel suo sogno. L'oggetto dei suoi desideri è Parigi, la metropoli fastosa ed eccitante che promette palazzi, teatri, incontri mondani, ristoranti alla moda: insomma, tutto ciò che lei non può avere, soffocata dalla noia di una scialba vita matrimoniale. Solo le letture e l'immaginazione le permettono di evadere verso il regno sublime delle sue aspirazioni.

La trasfigurazione della metropoli

Persa nella contemplazione sognante di quell'universo idealizzato, Emma trasfigura la realta della metropoli, pullulante di aristocratici, letterati e attrici, protagonisti dei riti frivoli e sfavillanti di un'umanità raffinata (Conducevano un'esistenza che si librava al di sopra di tutto fra cielo e terra, in mezzo alle tempeste, qualcosa di veramente sublime, rr. 42-44). La donna è ammalata di quell'atteggiamento mentale che prenderà nome da lei: con il termine "bovarismo" si indicheranno infatti la tipica insoddisfazione spirituale e la propensione psicologica a costruirsi una personalità fittizia, nella quale riversare il desiderio di vivere in un mitico "altrove", in un paradiso della mente dove sfuggire al tedio della quotidianità.

La realtà di Emma

Purtroppo per Emma, la realtà, nelle sue manifestazioni più meschine e prosaiche, interrompe il suo patetico vaneggiamento. La sua casa di campagna, lo stalliere con il lacero camiciotto (r. 60), la domestica e soprattutto il marito, l'uomo mediocre che ha sposato, la riportano all'inutilità di una grigia esistenza. Che cosa potrà riscattare le miserie a cui è condannata? Niente, nemmeno un diversivo (chi avrebbe potuto apprezzare il talento di pianista che è convinta di avere?), men che meno le occupazioni femminili, certo non adatte a lei.

L'insoddisfazione di Emma

A prima vista, quella di Emma Bovary è l'esperienza di una donna infelice, costretta da un matrimonio senza amore a una routine soffocante. La noia in cui si sente immersa nasce tuttavia da una situazione di privilegio: agiata al punto di non dover lavorare, non è oberata dai lavori domestici, demandati alla servitù. Ma è proprio la sua "disoccupazione" a mettere in moto quel processo che la renderà sempre più frustrata.

La letteratura come rifugio

Incapace di accettare la propria esistenza senza passioni (il marito Charles è un brav'uomo, ma del tutto privo di fascino e ambizione), non le rimane che rifugiarsi nella letteratura. Letteratura di consumo, s'intende: a eccezione di Balzac, i libri cui Emma si appiglia sono romanzi d'appendice scritti proprio per suscitare, in lettrici ingenue, il desiderio di un'altra vita, magari coronata dall'incontro fatale con il "principe azzurro". Il guaio è che queste letture stimolano il sogno, ma al tempo stesso non lo rendono praticabile; anzi, enfatizzano la distanza tra l'aspirazione suscitata e la realtà autenticamente vissuta. La felicità per la donna borghese, insomma, non è raggiungibile e l'emancipazione così sembra suggerire Flaubert è ancora un'utopia.

Il passo proposto è una somma di particolari descrittivi, raramente accompagnati da veri e propri eventi narrativi. Il romanzo non ha più bisogno, come accadeva nel Romanticismo, di vicende appassionanti e di eroi temprati dai duelli e dagli ostacoli dell'esistenza. La vita è dentro le cose, non più fuori, nella psicologia dei personaggi, non nelle loro azioni, che infatti si ripetono sempre uguali, monotone.

La tecnica narrativa di Flaubert

Per esprimere la tragedia della protagonista del romanzo, Flaubert si astiene dai giudizi o dagli interventi personali: optando per la tecnica della focalizzazione interna, egli affida a Emma il compito di guidarci nei meandri della sua psiche grazie ai suoi occhi e ai suoi pensieri indiretti liberi (le donne, povere care!, r. 36; Ormai si sarebbero susseguite dunque, così, tutte in fila, monotone, anonime, e senza portare con sé proprio nulla?, rr. 81-82). E la protagonista infatti che ci mostra i segni che denotano lo squallore dell'ambiente in cui è costretta a vivere: la campana con i suoi rintocchi monotoni (rr. 99-100), la statua in gesso del curato, la porta che cigola, la brina sui cavoli nell'orto ecc. Si tratta di piccoli, selezionati particolari, che esprimono, meglio di ogni commento, il suo stato d'animo.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è il sogno di Emma Bovary e come influisce sulla sua vita?
  2. Emma Bovary sogna una vita di lusso e avventure a Parigi, lontana dalla noiosa realtà provinciale. Questo sogno diventa la sua unica consolazione, ma la sua incapacità di realizzarlo la porta a una profonda insoddisfazione (Il sogno di Emma).

  3. Come Flaubert descrive la trasfigurazione della metropoli attraverso gli occhi di Emma?
  4. Emma idealizza Parigi, vedendola come un luogo di aristocratici e letterati, rifugiandosi in un mondo sublime e distante dalla sua vita quotidiana. Questo atteggiamento, definito "bovarismo", rappresenta la sua insoddisfazione e il desiderio di un'esistenza migliore (La trasfigurazione della metropoli).

  5. Quali sono le manifestazioni della realtà che interrompono il sogno di Emma?
  6. La realtà di Emma è caratterizzata da una vita grigia e monotona, segnata da un matrimonio infelice e da una routine opprimente, che la riportano costantemente alla sua insoddisfazione (La realtà di Emma).

  7. In che modo la letteratura funge da rifugio per Emma?
  8. Emma si rifugia nella letteratura, in particolare nei romanzi d'appendice, che alimentano i suoi sogni di una vita avventurosa. Tuttavia, queste letture accentuano la distanza tra le sue aspirazioni e la realtà, rendendo la felicità irraggiungibile (La letteratura come rifugio).

  9. Qual è la tecnica narrativa utilizzata da Flaubert per esprimere la tragedia di Emma?
  10. Flaubert utilizza la focalizzazione interna, permettendo a Emma di guidare il lettore attraverso i suoi pensieri e stati d'animo. Questa tecnica mette in evidenza il suo squallido ambiente e la monotonia della sua vita, senza interventi esterni dell'autore (La tecnica narrativa di Flaubert).

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