Concetti Chiave
- L'oidio si presenta inizialmente con clorosi irregolare delle foglie, che poi si ricoprono di una polverina biancastra.
- Le parti aeree colpite subiscono necrosi e disseccamenti, compromettendo la salute della pianta.
- La malattia prospera in condizioni caldo-umide e si conserva sotto forma di cleistotecio.
- La lotta contro l'oidio avviene principalmente attraverso trattamenti chimici con zolfo e prodotti antioidici endoterapici.
- I trattamenti possono essere ripetuti in base alle condizioni climatiche e all'andamento epidemiologico della malattia.
Manifestazione dell'oidio
L’oidio si manifesta con una clorosi delle foglie colpite che si sviluppa irregolarmente e poi man mano si ricopre della caratteristica polverina biancastra.
L’apparato aereo colpito va incontro a delle necrosi e disseccamenti.
Si conserva come cleistotecio ed è favorito da condizioni ambientali caldo-umide.
La lotta è di tipo chimico, negli ambienti a rischio e con condizioni climatiche favorevoli alla malattia si può intervenire con:
- prodotti a base di zolfo
- prodotti antioidici endoterapici e curativi.
I trattamenti che possono anche essere ripetuti in funzione dell’andamento climatico stagionale ed epidemiologico, si possono effettuare miscelando i prodotti endoterapici con lo zolfo.
Domande da interrogazione
- Quali sono i segni distintivi dell'oidio sulle piante?
- Quali condizioni ambientali favoriscono lo sviluppo dell'oidio?
- Quali metodi di lotta sono consigliati contro l'oidio?
L'oidio si manifesta con una clorosi irregolare delle foglie, che successivamente si ricoprono di una polverina biancastra, e provoca necrosi e disseccamenti dell'apparato aereo.
L'oidio è favorito da condizioni ambientali caldo-umide, che ne facilitano la proliferazione e la conservazione come cleistotecio.
La lotta contro l'oidio è di tipo chimico e prevede l'uso di prodotti a base di zolfo e antioidici endoterapici, con trattamenti che possono essere ripetuti in base alle condizioni climatiche e all'andamento epidemiologico.