Kalabrugovic, il famoso "Pino dei Palazzi", si racconta

Intervista a Giancarlo Kalabrugovic, noto cabarettista milanese. Il suo personaggio più famoso è il filosofo metropolitano, molto noto agli amanti di Zelig.

03 agosto 2009 12 commenti

Chi non ha mai sentito l'esilerante Giancarlo Kalabrugovic, il "Pino dei Palazzi" di Zelig? Un personaggio simpaticissimo, che ormai da due anni ci tiene compagnia in televisione e nelle piazze. L'abbiamo intervistato per voi, scoprendo molto di lui.

KALABRUGOVIC - Kalabrugovic si chiama in realtà Giancarlo Calabretta ed abita a Bollate, alle porte di Milano. La sua carriera artistica è incredibile: in pochissimi anni riesce infatti a formarsi ed a diventare uno dei cabarettisti italiani più affermati. Inizia la sua preparazione nel 2000, iscrivendosi alla scuola "Campo Teatrale" di Milano, dedicandosi alla recitazione; solo l'anno dopo si accorge di essere particolarmente bravo in campo comico e, così, cambia indirizzo. Nel 2002 porta in giro il suo primo spettacolo per l'Italia, all'interno del noto "Sbarlusc". Nel 2003 c'è il suo debutto in televisione: prima uno spot della Breil, poi l'apparizione nel film "Fame Chimica". Ma il suo grande successo arriva nel 2007, quando diventa ospite fisso di Zelig Off ed uno dei protagonisti di "Buona la prima", il format ideato da Ale e Franz. Il suo "Oh, c'hai le ssiga?" diventa un vero tormentone.

GIANCARLO A SCUOLA - E' andato in un istituto tecnico di Bollate, dove ha frequentato il corso sperimentale ITSOS. Amava le materie più 'creative', come italiano, e l'immancabile educazione fisica. Odiava invece la matematica, la chimica e la biologia. Ripensando al suo passato si accorge di aver sbagliato a scegliere la scuola superiore: tornasse indietro, infatti, cambierebbe completamente strada. L'alternativa ritenuta più interessante è l'accademia. Infine un consiglio. "Sulla base della mia esperienza - racconta - è importante capire cosa si vuole fare nella vita perché quando io ho finito le scuole medie c'erano questi corsi orientativi in cui però, per esempio, l'idea di fare l'artista non era stata messa in programma". E' bene dunque pensare a cosa si vuole davvero fare "da grandi", a quale lavoro si aspira. E, in base a questo metodo, scegliere poi il percorso di studi che più si addice ai propri interessi.