Traduzione di Versi 612 - 629, Libro 4 di Virgilio

Versione originale in latino


[...] Si tangere portus
infandum caput ac terris adnare necesse est,
et sic fata Iovis poscunt, hic terminus haeret,
at bello audacis populi vexatus et armis,
finibus extorris, complexu avulsus Iuli
auxilium imploret videatque indigna suorum
funera; nec, cum se sub leges pacis iniquae
tradiderit, regno aut optata luce fruatur,
sed cadat ante diem mediaque inhumatus harena.
haec precor, hanc vocem extremam cum sanguine fundo.
Tum vos, o Tyrii, stirpem et genus omne futurum
exercete odiis, cinerique haec mittite nostro
munera. Nullus amor populis nec foedera sunto.
exoriare aliquis nostris ex ossibus ultor
qui face Dardanios ferroque sequare colonos,
nunc, olim, quocumque dabunt se tempore vires.
litora litoribus contraria, fluctibus undas
imprecor, arma armis: pugnent ipsique nepotesque".

Traduzione all'italiano


Se è ineluttabile che il maledetto tocchi i porti e raggiunga la terra, così vogliono i decreti di Giove, questo fine resta invariato, ma almeno travagliato dalla guerra e dalle armi di un popolo ardito, cacciato dalla sua patria, strappato dall'abbraccio di Iulo, implori aiuto e veda le morti crudeli dei suoi; e, quando si sarà rimesso alle leggi di una pace iniqua, non goda del regno o della desiderata vita, ma muoia insepolto prima del tempo e in mezzo alla sabbia. Queste cose chiedo con preghiere, questo come ultimo discorso verso con il sangue. Poi voi, o Tiri, perseguitate tutta la stirpe con il vostro odio e tutta la razza futura, e offrite questo dono alla mia povera cenere. Nessun amore ci sia mai tra i nostri due popoli, nessun patto. Ah, sorga, sorga dalle mie ossa un vendicatore, chiunque egli sia, e perseguiti i coloni troiani col ferro e col fuoco, adesso, in avvenire, sempre finché ci siano forze! Io maledico, e prego che i lidi siano nemici ai lidi, i flutti ai flutti, le armi alle armi: combattano loro e i loro nipoti."