Traduzione di Versi 296 - 308, Libro 4 di Virgilio

Versione originale in latino


At regina dolos (quis fallere possit amantem?)
praesensit motusque excepit prima futuros,
omnia tuta timens. Eadem impia Fama furenti
detulit armari classem cursumque parari.
Saevit inops animi totamque incensa per urbem
bacchatur, qualis commotis excita sacris
Thyias, ubi audito stimulant trieterica Baccho
orgia nocturnusque vocat clamore Cithaeron.
<<Dissimulare etiam sperasti, perfide, tantum
posse nefas tacitusque mea decedere terra?
nec te noster amor nec te data dextera quondam
nec moritura tenet crudeli funere Dido?

Traduzione all'italiano


Ma la regina presagì l'inganno, (chi potrebbe ingannare l'amante?) e
per prima colse i movimenti futuri, temendo ogni cosa benchè sicura.
La stessa Fama riferì alla furente cose empie,
che fosse armata la flotta e (che fosse) preparata la rotta.
Impazzisce fuori di sè e scorrazza furiosa [in delirio] per tutta la città
come una Tiade eccitata, iniziati i riti,
quando, udito Bacco, la stimolano le orge triennali
ed il notturno Citerone la chiama con clamore.
Infine, con queste parole affronta spontaneamente Enea:
"Oh perfido, sperasti pure poter dissimulare così gran
sacrilegio e allontanarti in silenzio [zitto] dalla mia terra?
non ti trattiene il nostro amore né la (mano) destra data un tempo
né Didone desinata a morire di una morte crudele?