Traduzione di Versi 642-671 - Traduzione 2, Libro 4 di Virgilio

Versione originale in latino


"Dulces exuviae, dum fata deusque sinebant, accipite hanc animam, meque his exsolvite curis. Vixi, et, quem dederat cursum fortuna, peregi, et nunc magna mei sub terras ibit imago. Urbem praeclaram statui; mea moenia vidi; ulta virum, poenas inimico a fratre recepi; felix, heu nimium felix, si litora tantum numquam Dardaniae tetigissent nostra carinae!". Dixit, et, os impressa toro, "Moriemur inultae, sed moriamur" ait. "Sic, sic iuvat ire sub umbras: hauriat hunc oculis ignem crudelis ab alto Dardanus, et nostrae secum ferat omina mortis". Dixerat; atque illam media inter talia ferro conlapsam aspiciunt comites, ensemque cruore spumantem, sparsasque manus. It clamor ad alta atria; concussam bacchatur Fama per urbem. Lamentis gemituque et femineo ululatu tecta fremunt; resonat magnis plangoribus aether, non aliter, quam si immissis ruat hostibus omnis Khartago aut antiqua Tyros, flammaeque furentes culmina perque hominum volvantur perque deorum.

Traduzione all'italiano


"Dolci spoglie, finché il fato e gli dei vollero, accogliete quest'anima e liberatemi da queste sofferenze. Ho vissuto e ho percorso il cammino che mi aveva assegnato la sorte e ora la grande immagine di me andrà sotto terra. Ho fondato una città molto famosa, ho visto le mie mura, dopo aver vendicato il marito, ho punito il fratello nemico: felice, oh, troppo felice, se solo le navi troiane non avessero mai toccato i nostri lidi". Disse così e, dopo aver premuto la bocca sul letto, affermò: "Morirò invendicata, ma morirò; così, così è bene che io vada nell'ombra. Il Dardano crudele afferri con lo sguardo questo rogo dall'alto mare e porti con sé il presagio della mia morte". Aveva detto ciò, e le ancelle, mentre sta ancora parlando, la vedono piegata sulla spada e vedono la spada grondante di sangue e cosparse di sangue le (sue) mani. Un grido si leva per le alte stanze: la Fama si libera per la città sconvolta. Le case fremono per i lamenti e i gemiti e le grida delle donne, l'etere risuona dei grandi pianti, come se Cartagine o l'antica Tiro, una volta entrati i nemici, cadesse tutta e le fiamme impetuose si avvolgessero attraverso le alte dimore sia degli uomini che degli dei.