Traduzione di Paragrafo 7 - Morte di Archimede, Libro 8 Capitolo 7 (ext.) di Valerio Massimo

Versione originale in latino


Archimedis quoque fructuosam industriam fuisse dicerem, nisi eadem illi et dedisset vitam et abstulisset: captis enim Syracusis Marcellus, etsi machinationibus eius multum ac diu victoriam suam inhibitam senserat, eximia tamen hominis prudentia delectatus ut capiti illius parceretur edixit, paene tantum gloriae in Archimede servato quantum in oppressis Syracusis reponens. At is, dum animo et oculis in terra defixis formas describit, militi, cui praedandi gratia domum inruperat stictoque super caput gladio quisnam esset interrogabat, propter nimiam cupiditate investigandi quod requirebat nomen suum indicare non potuit, sed protecto manibus pulvere "Noli" inquit, "obsecro, istum disturbare", ac perinde quasi neglegens imperii victoris obstruncatus sanguine suo artis suae liniamenta confudit.Quo accidit ut propter idem studium modo doneretur vita, modo spoliaretur.

Traduzione all'italiano


Potrei dire che l'operosità di Archimede fu fruttuosa, se la stessa non gli avesse dato ed anche tolto la vita. Infatti essendo stata presa Siracusa, Marcello aveva percepito che la propria vittoria era stata frenata molto ed a lungo dalle sue macchinazioni: tuttavia essendosi compiaciuto dell'esimia competenza dell'uomo, ordinò che si risparmiasse la sua vita, riponendo quasi tanta gloria nella salvezza di Archimede, quanta nella conquista di Siracusa. Egli però, avendo fissato a terra lo sguardo e la mente, descriveva figure geometriche, ad un soldato che aveva fatto irruzione in casa per fare bottino, e che avendo impugnato la spada sul capo, gli chiedeva chi fosse, egli a causa dell'eccessiva voglia di esaminare ciò che ricercava, non potè rivelare il suo nome, ma avendo protetto la polvere con le mani disse: "Ti supplico non voler mettere in disordine questo disegno"; e come se fosse all'oscuro dell'ordine del vincitore, essendo decapitato, rese irriconoscibili col suo sangue gli schemi della sua scienza. Per cui successe che a causa dell'identica passione ora gli fu donata la vita, ora ne fu spogliato.

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