Traduzione di Paragrafo 2 - Una battuta inopportuna causa una sconfitta elettorale, Libro 7 Capitolo 5 di Valerio Massimo

Versione originale in latino


P. autem Scipio Nasica togatae potentiae clarissimum lumen, qui consul Iugurthae bellum indixit, qui matrem Idaeam e Phrygiis sedibus ad nostras aras focosque migrantem sanctissimis manibus excepit, qui multas et pestiferas seditiones auctoritatis suae robore oppressit, quo principe senatus per aliquot annos gloriatus est, cum aedilitatem curulem adulescens peteret manumque cuiusdam rustico opere duratam more candidatorum tenacius adprehendisset, ioci gratia interrogavit eum num manibus solitus esset ambulare. Quod dictum a circumstantibus exceptum ad populum manavit causamque repulsae Scipioni attulit: omnes namque rusticae tribus paupertatem sibi ab eo exprobratam iudicantes iram suam adversus contumeliosam eius urbanitatem destrinxerunt. Igitur civitas nostra nobilium iuvenum ingenia ab insolentia revocando magnos et utiles cives fecit honoribusque non patiendo eos a scurris peti debitum auctoritatis pondus adiecit.

Traduzione all'italiano


Ancora, Publio Scipione Nasica, famosissimo esempio di autorità romana, che da console dichiarò guerra a Giugurta, che con mani purissime portò dalle sedi frigie la madre Ida trasferendola nei nostri altari e nelle nostre case, che soffocò con la forza della sua autorità molte e rovinose rivolte, che per alcuni anni si vantò principe del senato, poiché un giovane chiedeva la carica di edile, dopo aver stretto la mano di qualcuno, resa dura dal lavoro agricolo, più tenacemente rispetto all'usanza dei candidati, per scherzo gli domandò se fosse solito camminare con le mani. Udito ciò dalla gente vicina la sentenza si diffuse al popolo e recò il motivo dell'insuccesso elettorale di Scipione: e infatti tutte le tribù rustiche, giudicando che da lui la povertà sarebbe stata rinfacciata loro, sguainarono la propria collera contro la sua offensiva mondanità. Così la nostra città, distogliendo dall'insolenza gli animi dei giovani nobili, (ne) fece dei grandi e utili cittadini, e non permettendo che le magistrature fossero intraprese da dei buffoni, diede loro il peso dell'autorità dovuto.

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