Traduzione di Paragrafo 2 - Un piano utile, ma niente affatto giusto, Libro 6 Capitolo 5 (ext.) di Valerio Massimo

incompleto

Versione originale in latino


[...] Cum saluberrimo consilio Themistocles migrare Athenienses in classem coegisset Xerxeque rege et copiis eius Graecia pulsis ruinas patriae in pristinum habitum reformaret et opes clandestinis molitionibus ad principatum Graeciae capessendum nutriret, in contiene dixit habere se rem deliberatione sua provisam, quam si fortuna ad effectum perduci passa esset, nihil maius aut potentius Atheniensi populo futurum, sed eam vulgari non oportere, postulavitque ut aliquis sibi, cui illam tacite exponeret, daretur. Datus est Aristides. Is postquam rem cognovit, classem illum Lacedaemoniorum, quae tota apud Gytheum subducta erat, velie incendere, ut ea consumpta dominatio maris ipsis cederet, processit ad cives et retulit Themistoclen ut utile consilium, ita minime iustum animo volvere. E vestigio universa contio quod aequum non videretur ne expedire quidem proclamavit ac protinus Themistoclen incepto iussit desistere.

Traduzione all'italiano


[...] Dopo che Temistocle aveva spinto con una decisione più che utile gli Ateniesi a imbarcarsi e, una volta cacciati il re Serse e le sue truppe dalla Grecia, tentava di riportare allo stato iniziale le strutture rovinate della patria e intanto cercava con piani segreti di fomentare i mezzi finalizzati a conquistare il primato sulla Grecia, in assemblea disse che aveva in mente un progetto da lui stesso elaborato e se la sorte avesse permesso che si portasse a realizzazione, non ci sarebbe stato niente di più grande o di più potente del popolo ateniese, ma aggiunse anche che non era opportuno che il piano si divulgasse e chiese che gli si affiancasse qualcuno a cui poterlo esporre in segreto. Così per tale scopo gli fu assegnato Aristide. Egli, dopo essere venuto a conoscenza della cosa, e cioè che quello voleva incendiare la flotta degli Spartani, che era stata tutta trasportata presso il Giteo, in modo che una volta distrutta quella il potere sul mare venisse nelle loro mani, si presentò davanti ai concittadini e riferì che Temistocle aveva in mente un piano utile, ma niente affatto giusto. Subito tutto il popolo riunito disse ufficialmente che ciò che non sembrava giusto non era neanche utile e immediatamente ordinò a Temistocle di desistere dal suo progetto.

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