Traduzione di Paragrafo 2 - Un uomo estremamente generoso, Libro 4 Capitolo 8 (ext.) di Valerio Massimo

Versione originale in latino


Subnectam huic Acragantinum Gillian, quem propemodum ipsius liberalitatis praecordia constat habuisse. Erat opibus excellens, sed multo etiam animo quam divitiis locupletior semperque in eroganda potius quam in corripienda pecunia occupatus, adeo ut domus eius quasi quaedam munificentiae officina crederetur: illinc enim publicis usibus apta monumenta extruebantur, illinc grata populi oculis spectacula edebantur, illinc epularum magnifici apparatus labentique annonae subsidia oriebantur. Et cum haec universis, privatim alimenta inopia laborantibus, dotes virginibus paupertate pressis, subsidia detrimentorum incursu quassatis erogabantur. Hospites quoque cum urbanis penatibus tum etiam rusticis tectis benignissime excepti, uariis muneribus ornati dimittebantur. Quodam vero tempore D simul Gelensium equites vi tempestatis in possessiones suas conpulsos aluit ac vestivit. Quid multa? Non mortalem aliquem, sed propitiae Fortunae benignum esse diceres sinum. Ergo quod Gillias possidebat omnium quasi commune patrimonium erat. Pro cuius salute et incrementis cum Acragantina civitas tum etiam vicinae regiones votis excubabant. Conloca e contraria parte arcas inexorabilibus claustris obseratas, nonne praestantiorem aliquanto existimes illam inpensam quam hanc custodiam?

Traduzione all'italiano


Un agrigentino di nome Gillia era straordinariamente ricco (libera), ma molto più ricco d'animo che di ricchezze, al punto che la sua casa era quasi creduta una specie di officina di generosità: da lì venivano innalzati monumenti legati ad usi pubblici, (da lì) venivano allestiti spettacoli graditi agli occhi del popolo, (da lì) derivavano gli splendidi fasti dei banchetti e mezzi di sostegno. Gillia donava queste cose a tutti: concedeva privatamente beni alimentari a coloro che soffrivano la fame (libera), doti alle vergini oppresse dalla povertà, aiuti a coloro che erano stati abbattuti dall'incombenza di danni. Anche gli ospiti, accolti come (sia) dalle case di città così anche(sia) dalle abitazioni di campagna molto bene, venivano congedati ornati di diversi doni. In un certo periodo nutrì e vestì allo stesso tempo cinquecento cavalieri di Gela, spinti dall'impeto della tempesta nei suoi possedimenti.Che dire di più? Non si sarebbe detto che fosse un mortale qualunque, ma un'abbondante tasca della propizia dea Fortuna. Quindi ciò che Gillia possedeva era quasi un patrimonio comune di tutti. Come la città di Agrigento così anche le regioni vicine avevano cura dei voti per la salute e gli sviluppi di questi (Gillia).

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