Traduzione di Elegia 4 - vv. 1 - 22, Libro 2 di Tibullo

Versione originale in latino


Hic mihi seruitium uideo dominamque paratam:
iam mihi, libertas illa paterna, uale.
seruitium sed triste datur, teneorque catenis,
et numquam misero uincla remittit Amor,
et seu quid merui seu nil peccauimus, urit.
uror, io, remoue, saeua puella, faces.
o ego ne possim tales sentire dolores,
quam mallem in gelidis montibus esse lapis,
stare uel insanis cautes obnoxia uentis,
naufraga quam uasti tunderet unda maris!
nunc et amara dies et noctis amarior umbra est:
omnia nam tristi tempora felle madent.
nec prosunt elegi nec carminis auctor Apollo:
illa caua pretium flagitat usque manu.
ite procul, Musae, si non prodestis amanti:
non ego uos, ut sint bella canenda, colo,
nec refero Solisque uias et qualis, ubi orbem

compleuit, uersis Luna recurrit equis.
ad dominam faciles aditus per carmina quaero:
ite procul, Musae, si nihil ista ualent.
at mihi per caedem et facinus sunt dona paranda,
ne iaceam clausam flebilis ante domum:

Traduzione all'italiano


Vedo così preparati per me servaggio e padrona:
ormai ti dico addio, o libertà ereditata dai padri;
triste è il servaggio che mi si impone; sono tenuto in catene;
mai che Amore al misero allenti la stretta,
brucia, o che me lo sia voluto o che abbia commesso un errore;
brucio, ahimè, e tu, spieiata fanciulla, allontana le fiaccole!
Pur di non dover provare tali dolori,
quanto preferirei essere pietra sui gelidi monti,
o levarmi scoglio, esposto ai venti furiosi,
percosso dall'onda d'un vasto mare, che infrange le navi.
Ora amaro m'è il giorno e più amaro il buio della notte.
Le tempie mi sono tutte irrorate da gocce amare di fiele.
Più l'elegia non mi giova, non Apollo, ispiratore dei canti:
lei, con la concava mano, sempre mi chiede denaro.
Andate via, o Muse, se all'innamorato non recate vantaggio:
non vi venero perché ci siano guerre da potere cantare,
non descrivo il cammino del Sole, ne quale sia la Luna,
quando, riempito il disco,
ritorna, rivolgendo i cavalli.
Ricorro ai canti e cerco dalla mia donna un facile accesso:
andate via, o Muse, se questi canti non servono a nulla.
Sono costretto a procurarmi doni con omicidi e delitti,
per non giacere in lacrime davanti alla casa sbarrata;

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