Traduzione di Paragrafo 6 - 9, Capitolo 2 di Tertulliano

Versione originale in latino


Atquin invenimus inquisitionem quoque in nos prohibitam. Plinius enim Secundus cum provinciam regeret, damnatis quibusdam Christianis, quibusdam gradu pulsis, ipsa tamen multitudine perturbatus, quid de cetero ageret, consuluit tunc Traianum imperatorem, adlegans praeter obstinationem non sacrificandi nihil aliud se de sacramentis eorum conperisse quam coetus antelucanos ad canendum Christo et deo, et ad confoederandam disciplinam, homicidium, adulterium, fraudem, perfidiam et cetera scelera prohibentes. Tunc Traianus rescripsit hoc genus inquirendos quidem non esse, oblatos vero puniri oportere. O sententiam necessitate confusam! Negat inquirendos ut innocentes, et mandat puniendos ut nocentes. Parcit et saevit, dissimulat et animadvertict. Quid temetipsum censura circumvenis? Si damnas, cur non et inquiris? si non inquiris, cur non et absolvis? Latronibus vestigandis per universas provincias militaris statio sortitur. In reos maiestatis et publicos hostes omnis homo miles est; ad socios, ad conscios usque inquisitio extenditur. Solum Christianum inquiri non licet, offerri licet, quasi aliud esset actura inquisitio quam oblationem. Damnatis itaque oblatum quem nemo voluit requisitum, qui, puto, iam non ideo meruit poenam, quia nocens est, sed quia non requirendus inventus est.

Traduzione all'italiano


Eppure noi abbiamo trovato che anche l'inchiesta contro di noi è stata proibita. Infatti Plinio Secondo, quando governava la sua provincia, dopo aver condannati alcuni cristiani, dopo averne fatti abiurare altri, tuttavia turbato dalla loro grande quantità consultò Traiano su come dovesse comportarsi per il resto, ritenendo che tranne l'ostinazione di non sacrificare non aveva trovato null'altro riguardo al loro mistero se non riunioni antelucane per cantare a Cristo come se fosse un Dio e per rinsaldare una dottrina che vietava l'omicidio, l'adulterio, la frode, la perfidia e tutti gli altri crimini. Allora Traiano rispose per scritto che questa razza di persone non doveva essere inquisita, ma se denunciati bisogna punirli. O sentenza illogica per necessità! Dice che non dovevano essere ricercati come fossero innocenti e raccomanda di punirli se fossero colpevoli. Rispetta e si accanisce, finge di non capire e capisce. Perché esporre te stesso alla censura? Se li condanni perché non li ricerchi? Se non li ricerchi, perché non li assolvi? Per rintracciare i briganti si sorteggiano guarnigioni militari per tutte le provincie; contro i colpevoli di lesa maestà e contro i nemici pubblici ogni uomo è soldato: l'inchiesta si estende fino ai complici ed ai testimoni. Solo il cristiano non è permesso ricercarlo, ma denunciarlo, come se l'inchiesta mirasse a qualcos'altro che non la denuncia. Perciò voi condannate una persona denunciata che nessuno volle che fosse ricercato; ritengo, pertanto che questi non sia punito perché è colpevole, ma perché non essendo cercato è stato trovato.

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