Traduzione di Paragrafo 9, Libro 5 di Tacito

Versione originale in latino


Romanorum primus Cn. Pompeius Iudaeos domuit templumque iure victoriae ingressus est: inde vulgatum nulla intus deum effigie vacuam sedem et inania arcana. Muri Hierosolymorum diruti, delubrum mansit. Mox civili inter nos bello, postquam in dicionem M. Antonii provinciae cesserant, rex Parthorum Pacorus Iudaea potitus interfectusque a P. Ventidio, et Parthi trans Euphraten redacti: Iudaeos C. Sosius subegit. Regnum ab Antonio Herodi datum victor Augustus auxit. Post mortem Herodis, nihil expectato Caesare, Simo quidam regium nomen invaserat. Is a Quintilio Varo obtinente Syriam punitus, et gentem coercitam liberi Herodis tripertito rexere. Sub Tiberio quies. Dein iussi a C. Caesare effigiem eius in templo locare arma potius sumpsere, quem motum Caesaris mors diremit. Claudius, defunctis regibus aut ad modicum redactis, Iudaeam provinciam equitibus Romanis aut libertis permisit, e quibus Antonius Felix per omnem saevitiam ac libidinem ius regium servili ingenio exercuit, Drusilla Cleopatrae et Antonii nepte in matrimonium accepta, ut eiusdem Antonii Felix progener, Claudius nepos esset.

Traduzione all'italiano


Primo fra i Romani, Gneo Pompeo domò i Giudei e, per diritto di vittoria, entrò nel tempio. Si seppe, allora, che non vi era alcuna immagine di divinità, che il luogo era vuoto e che il santuario tanto segreto non nascondeva nulla. Le mura di Gerusalemme furono abbattute, ma il tempio rimase. Più tardi, al tempo delle guerre civili fra noi Romani, dopo che quelle province finirono sotto il controllo di Marco Antonio, il re dei Parti Pacoro si impadronì della Giudea, ma venne ucciso da Publio Ventidio e i Parti furono ricacciati oltre l’Eufrate; Gaio Sosio allora assoggettò i Giudei. Il regno, affidato da Antonio a Erode, subì ingrandimenti per merito di Augusto, dopo la sua vittoria. Morto Erode, un certo Simone usurpò, senza attendere la volontà dell’imperatore, il nome di re. Costui venne giustiziato da Quintilio Varo, allora governatore della Siria; il popolo fu ridotto all’obbedienza e il regno tripartito fra i figli di Erode. Sotto Tiberio ci fu pace; ma, in seguito all’ordine di Caligola di collocare nel tempio una sua statua, preferirono prendere le armi e solo la sua morte troncò la rivolta. Morti i re o ridotti a un potere limitato, Claudio affidò la provincia di Giudea a cavalieri romani o a liberti. Uno di questi, Antonio Felice, esercitò i poteri regali con animo da servo, fra violenze e arbitrii di ogni tipo; sposò Drusilla, nipote di Cleopatra e Antonio, sicché era progenero di quell’Antonio di cui Claudio era nipote.