Traduzione di Paragrafo 9, Libro 4 di Tacito

Versione originale in latino


Secutum aliud certamen. Praetores aerarii (nam tum a praetoribus tractabatur aerarium) publicam paupertatem questi modum impensis postulaverant. Eam curam consul designatus ob magnitudinem oneris et remedii difficultatem principi reservabat: Helvidius arbitrio senatus agendum censuit. Cum perrogarent sententias consules, Vulcacius Tertullinus tribunus plebis intercessit ne quid super tanta re principe absente statueretur. Censuerat Helvidius ut Capitolium publice restitueretur, adiuvaret Vespasianus. Eam sententiam modestissimus quisque silentio, deinde oblivio transmisit: fuere qui et meminissent.

Traduzione all'italiano


Seguì un altro contrasto. I pretori erariali (perché toccava allora ai pretori amministrare l’erario), lamentando la povertà delle finanze statali, chiedevano di contenere le spese. Il console designato voleva riservare quel compito all’imperatore, per la portata delle responsabilità e la difficoltà del rimedio. Elvidio si espresse per la competenza del senato in materia. Nel momento in cui i consoli stavano passando alle votazioni, il tribuno della plebe Volcacio Tertullino oppose il veto a che si deliberasse su una materia così importante in assenza del principe. Elvidio aveva proposto che il Campidoglio fosse ricostruito a spese dello stato, col semplice contributo di Vespasiano. I più moderati accolsero in silenzio la proposta, che poi cadde nell’oblio. Ma ci fu chi in seguito se ne ricordò.