Traduzione di Paragrafo 79, Libro 4 di Tacito

Versione originale in latino


Nec in longum quies militi data. Orabant auxilium Agrippinenses offerebantque uxorem ac sororem Civilis et filiam Classici, relicta sibi pignora societatis. Atque interim dispersos in domibus Germanos trucidaverant; unde metus et iustae preces invocantium, antequam hostes reparatis viribus ad spem vel ad ultionem accingerentur. Namque et Civilis illuc intenderat, non invalidus, flagrantissima cohortium suarum integra, quae e Chaucis Frisiisque composita Tolbiaci in finibus Agrippinensium agebat: sed tristis nuntius avertit, deletam cohortem dolo Agrippinensium, qui largis epulis vinoque sopitos Germanos, clausis foribus, igne iniecto cremavere; simul Cerialis propero agmine subvenit. Circumsteterat Civilem et alius metus, ne quarta decima legio adiuncta Britannica classe adflictaret Batavos, qua Oceano ambiuntur. Sed legionem terrestri itinere Fabius Priscus legatus in Nervios Tungrosque duxit, eaeque civitates in deditionem acceptae: classem ultro Canninefates adgressi sunt maiorque pars navium depressa aut capta. Et Nerviorum multitudinem, sponte commotam ut pro Romanis bellum capesseret, idem Canninefates fudere. Classicus quoque adversus equites Novaesium a Ceriale praemissos secundum proelium fecit: quae modica sed crebra damna famam victoriae nuper partae lacerabant.

Traduzione all'italiano


Ma il riposo dei soldati durò poco. Gli Agrippinesi invocavano aiuto, offrendo di consegnare la moglie e la sorella di Civile e la figlia di Classico, affidate loro come pegno di alleanza. Intanto avevano trucidato i Germani sparsi nelle loro case: da qui la paura, che giustificava le richieste di soccorso, prima che i nemici, ricostruite le forze, riprendessero l’azione per dar corpo alle loro speranze o consumare la vendetta. Civile, infatti, già marciava su Colonia ancora ben forte, con intatta la più battagliera delle sue coorti, la quale, composta di Cauci e Frisii, operava a Tolbiaco, ai confini degli Agrippinesi. Ma lo fece deviare una incresciosa notizia: la coorte era stata distrutta per tradimento proprio degli Agrippinesi, che, sbarrate le porte, avevano dato fuoco ai locali in cui stavano i Germani, sprofondati nel sonno e nel vino dopo un lauto banchetto, bruciandoli dentro. Intanto, forzando la marcia, sopraggiunge Ceriale. Anche un altro timore angustiava Civile: che la Quattordicesima legione, impiegando la flotta britannica, infliggesse duri colpi ai Batavi, dal lato dove li cinge l’Oceano. Il legato Fabio Prisco guidò, invece, la legione per via di terra nel territorio dei Nervii e dei Tungri, accettando la resa di quei popoli. La flotta, al contrario, attaccata, per loro iniziativa, dai Canninefati, finì in gran parte o affondata o catturata. Sempre i Canninefati dispersero una banda disorganizzata di Nervii mossasi spontaneamente per affiancare i Romani nella guerra. Anche Classico riportò un successo in uno scontro con la cavalleria mandata avanti da Ceriale verso Novesio: perdite modeste ma ripetute, che intaccavano il prestigio della vittoria da poco riportata.