Traduzione di Paragrafo 75, Libro 4 di Tacito

Versione originale in latino


Tenebantur victore exercitu Treviri, cum Civilis et Classicus misere ad Cerialem epistulas, quarum haec sententia fuit: Vespasianum, quamquam nuntios occultarent, excessisse vita, urbem atque Italiam interno bello consumptam, Muciani ac Domitiani vana et sine viribus nomina: si Cerialis imperium Galliarum velit, ipsos finibus civitatium suarum contentos; si proelium mallet, ne id quidem abnuere. Ad ea Cerialis Civili et Classico nihil: eum qui attulerat <et> ipsas epistulas ad Domitianum misit. Hostes divisis copiis advenere undique. Plerique culpabant Cerialem passum iungi quos discretos intercipere licuisset. Romanus exercitus castra fossa valloque circumdedit, quis temere antea intutis consederat.

Traduzione all'italiano


Treviri era occupata dall’esercito vincitore, quando Civile e Classico inviarono a Ceriale una lettera, la cui sostanza era la seguente: Vespasiano, benché si volesse nascondere la notizia, era morto; Roma e l’Italia stremate dalla guerra civile; Muciano e Domiziano, nomi vuoti e senza peso; se Ceriale voleva l’impero delle Gallie, a loro sarebbe bastato il territorio della propria gente, ma se preferiva la guerra non l’avrebbero rifiutata. Ceriale non mandò nessuna risposta a Civile e a Classico: inviò il latore e la lettera a Domiziano. I nemici operavano, da ogni parte, un concentramento delle loro forze divise. Molti incolpavano Ceriale di averne consentito il ricongiungimento, pur potendoli intercettare separatamente. L’esercito romano costruì un fossato e un terrapieno difensivo attorno al campo, in cui s’erano prima imprudentemente sistemati senza difese.