Traduzione di Paragrafo 66, Libro 4 di Tacito

Versione originale in latino


Civilis societate Agrippinensium auctus proximas civitates adfectare aut adversantibus bellum inferre statuit. Occupatisque Sunucis et iuventute eorum per cohortis composita, quo minus ultra pergeret, Claudius Labeo Baetasiorum Tungrorumque et Nerviorum tumultuaria manu restitit, fretus loco, quia pontem Mosae fluminis anteceperat. Pugnabaturque in angustiis ambigue donec Germani transnatantes terga Labeonis invasere; simul Civilis, ausus an ex composito, intulit se agmini Tungrorum, et clara voce 'non ideo' inquit 'bellum sumpsimus, ut Batavi et Treviri gentibus imperent: procul haec a nobis adrogantia. Accipite societatem: transgredior ad vos, seu me ducem seu militem mavultis.' movebatur vulgus condebantque gladios, cum Campanus ac Iuvenalis e primoribus Tungrorum universam ei gentem dedidere; Labeo antequam circumveniretur profugit. Civilis Baetasios quoque ac Nervios in fidem acceptos copiis suis adiunxit, ingens rerum, perculsis civitatum animis vel sponte inclinantibus.

Traduzione all'italiano


Civile, rafforzato dall’alleanza con gli Agrippinesi, decise di attrarre a sé le popolazioni vicine o, in caso contrario, di muovere loro guerra. Occupate le terre dei Sunici e inquadrata in coorti la loro gioventù, si trovò sbarrata la strada da Claudio Labeone, con la sua disordinata banda di Betasi, Tungri e Nervii, forte della sua posizione, perché aveva in precedenza occupato il ponte sulla Mosa. La battaglia, incanalata in uno stretto spazio, non si risolveva, finché i Germani, passato il fiume a nuoto, non attaccarono Labeone alle spalle. Intanto Civile, con un colpo d’audacia o per una precedente intesa, si portò contro la massa dei Tungri, gridando con voce chiara: “Non siamo scesi in guerra perché Batavi e Treviri comandino sugli altri popoli. Tanta presunzione non ci riguarda. Accettate la nostra alleanza: io passo dalla vostra parte e abbiatemi vostro capo o semplice soldato, come volete”. La moltitudine, scossa, riponeva le spade; a questo punto due capi tungri, Campano e Giovenale, gli consegnarono tutto il loro popolo. Labeone, prima d’essere circondato, riuscì a fuggire. Civile accettò la sottomissione anche dei Betasi e dei Nervii e li aggiunse alle proprie forze. Grande era ormai la sua potenza tra quelle popolazioni, impressionate dalla sua forza o spontaneamente solidali.