Traduzione di Paragrafo 48, Libro 4 di Tacito

Versione originale in latino


Sub idem tempus L. Piso pro consule interficitur. Ea de caede quam verissime expediam, si pauca supra repetiero ab initio causisque talium facinorum non absurda. Legio in Africa auxiliaque tutandis imperii finibus sub divo Augusto Tiberioque principibus proconsuli parebant. Mox G. Caesar, turbidus animi ac Marcum Silanum obtinentem Africam metuens, ablatam proconsuli legionem misso in eam rem legato tradidit. Aequatus inter duos beneficiorum numerus, et mixtis utriusque mandatis discordia quaesita auctaque pravo certamine. Legatorum ius adolevit diuturnitate officii, vel quia minoribus maior aemulandi cura, proconsulum splendidissimus quisque securitati magis quam potentiae consulebant.

Traduzione all'italiano


Nel medesimo periodo venne assassinato il proconsole Lucio Pisone. È per uno scrupolo di massima verità se, nella mia esposizione, risalgo alle origini, spendendo qualche parola sulle cause di quei tragici fatti. La legione stanziata in Africa e i reparti ausiliari d’appoggio, nel loro compito di difendere le frontiere dell’impero, durante il principato del divo Augusto e di Tiberio, dipendevano da un proconsole. In seguito, Gaio Cesare Caligola, uomo d’animo tormentato, sospettoso di Marco Silano, allora governatore d’Africa, tolse la legione dalla dipendenza del proconsole e ne affidò il comando a un legato, inviatovi appositamente. I due potevano disporre di un egual numero di promozioni e, nell’incertezza dei rispettivi àmbiti di potere, nacque la discordia, aggravata da una deleteria conflittualità. Il potere dei legati crebbe per la stessa durata dell’incarico o perché la spinta all’emulazione è più forte negli inferiori, mentre i proconsoli, specie se di nome illustre, pensavano più alla sicurezza personale che al potere.