Traduzione di Paragrafo 44, Libro 4 di Tacito

Versione originale in latino


Proximo senatu, inchoante Caesare de abolendo dolore iraque et priorum temporum necessitatibus, censuit Mucianus prolixe pro accusatoribus; simul eos qui coeptam, deinde omissam actionem repeterent, monuit sermone molli et tamquam rogaret. Patres coeptatam libertatem, postquam obviam itum, omisere. Mucianus, ne sperni senatus iudicium et cunctis sub Nerone admissis data impunitas videretur, Octavium Sagittam et Antistium Sosianum senatorii ordinis egressos exilium in easdem insulas redegit. Octavius Pontiam Postuminam, stupro cognitam et nuptias suas abnuentem, impotens amoris interfecerat, Sosianus pravitate morum multis exitiosus. Ambo gravi senatus consulto damnati pulsique, quamvis concesso aliis reditu, in eadem poena retenti sunt. Nec ideo lenita erga Mucianum invidia: quippe Sosianus ac Sagitta viles, etiam si reverterentur: accusatorum ingenia et opes et exercita malis artibus potentia timebantur.

Traduzione all'italiano


Nella seduta successiva, esordì Domiziano con l’invito a mettere una pietra sopra il dolore e i risentimenti, conseguenza inevitabile dei tempi ormai trascorsi; poi si diffuse Muciano in un lungo intervento a favore dei delatori, invitando, con toni pacati e quasi imploranti, quanti avevano aperto e poi sospeso l’istruttoria contro di loro a non volerla riprendere. I senatori, al primo contrasto, si lasciavano togliere di mano la rinascente libertà. Muciano, per evitare che sembrasse calpestata l’opinione del senato e garantita l’impunità a tutte le nefandezze commesse sotto Nerone, rispedì nelle loro isole i senatori Ottavio [Sabino] Sagitta e Antistio Sosiano, reduci dall’esilio: Ottavio, accecato dalla passione, aveva ucciso Ponzia Postumina che, da lui sedotta, rifiutava di sposarlo; molte persone dovevano la loro rovina alla perversione di Sosiano. A entrambi, condannati da un severo decreto del senato, venne riconfermata la pena e furono quindi espulsi da Roma, benché ad altri fosse concesso il ritorno. Non per questo si attenuò l’avversione per Muciano. Sosiano e Sagitta, quand’anche fossero tornati, non contavano niente: incutevano paura la mente malvagia degli accusatori, i loro grandi mezzi e la potenza perfidamente esercitata.