Traduzione di Paragrafo 26, Libro 4 di Tacito

Versione originale in latino


Sed discordis animos multa efferabant: inopia stipendii frumentique et simul dilectum tributaque Galliae aspernantes, Rhenus incognita illi caelo siccitate vix navium patiens, arti commeatus, dispositae per omnem ripam stationes quae Germanos vado arcerent, eademque de causa minus frugum et plures qui consumerent. Apud imperitos prodigii loco accipiebatur ipsa aquarum penuria, tamquam nos amnes quoque et vetera imperii munimenta desererent: quod in pace fors seu natura, tunc fatum et ira dei vocabatur. Ingressis Novaesium sexta decima legio coniungitur. Additus Voculae in partem curarum Herennius Gallus legatus; nec ausi ad hostem pergere * * (loco Gelduba nomen est) castra fecere. Ibi struenda acie, muniendo vallandoque et ceteris belli meditamentis militem firmabant. Utque praeda ad virtutem accenderetur, in proximos Cugernorum pagos, qui societatem Civilis acceperant, ductus a Vocula exercitus; pars cum Herennio Gallo permansit.

Traduzione all'italiano


Molti erano però i fatti che esasperavano gli animi già in fermento di rivolta: la mancanza di denaro per le paghe e di frumento, il rifiuto dei Galli di arruolarsi e di pagare tributi, il Reno difficilmente navigabile per una siccità sconosciuta a quelle latitudini, i rifornimenti inadeguati, i servizi di guardia disposti lungo tutta la riva del fiume per impedire il passaggio ai Germani e di conseguenza più gente da sfamare e meno cibo a disposizione. Agli occhi degli ignoranti la magra del fiume equivaleva a un sinistro prodigio, quasi che anche i fiumi e le antiche difese dell’impero ci abbandonassero. Quello che in tempo di pace sarebbe stato un caso o un fenomeno naturale, lo chiamavano volere del fato e collera divina. Entrati in Novesio, si congiunsero alla Sedicesima legione. Vocula venne affiancato al comando dal legato Erennio Gallo. Non osando avanzare contro il nemico, si accamparono in una località[...] chiamata Gelbuda: lì cercavano di dare sicurezza ai soldati con esercitazioni di manovre campali, costruendo fortificazioni e trinceramenti e con altri preparativi militari. Per stimolare col saccheggio il loro coraggio, Vocula conduce l’esercito nei vicini villaggi dei Cugerni, che avevano stretto alleanza con Civile; una parte rimase al campo con Erennio Gallo.