Traduzione di Paragrafo 25, Libro 4 di Tacito

Versione originale in latino


Sic mitigatis animis Bonnam, hiberna primae legionis, ventum. Infensior illic miles culpam cladis in Hordeonium vertebat: eius iussu derectam adversus Batavos aciem, tamquam a Mogontiaco legiones sequerentur; eiusdem proditione caesos, nullis supervenientibus auxiliis: ignota haec ceteris exercitibus neque imperatori suo nuntiari, cum adcursu tot provinciarum extingui repens perfidia potuerit. Hordeonius exemplaris omnium litterarum, quibus per Gallias Britanniamque et Hispanias auxilia orabat, exercitui recitavit instituitque pessimum facinus, ut epistulae aquiliferis legionum traderentur, a quis ante militi quam ducibus legebantur. Tum e seditiosis unum vinciri iubet, magis usurpandi iuris, quam quia unius culpa foret. Motusque Bonna exercitus in coloniam Agrippinensem, adfluentibus auxiliis Gallorum, qui primo rem Romanam enixe iuvabant: mox valescentibus Germanis pleraeque civitates adversum nos arma <sumpsere> spe libertatis et, si exuissent servitium, cupidine imperitandi. Gliscebat iracundia legionum, nec terrorem unius militis vincula indiderant: quin idem ille arguebat ultro conscientiam ducis, tamquam nuntius inter Civilem Flaccumque falso crimine testis veri opprimeretur. Conscendit tribunal Vocula mira constantia, prensumque militem ac vociferantem duci ad supplicium iussit: et dum mali pavent, optimus quisque iussis paruere. Exim consensu ducem Voculam poscentibus, Flaccus summam rerum ei permisit.

Traduzione all'italiano


Così si placarono gli animi e giunsero a Bonna, al campo della Prima legione. Ma i soldati ivi stanziati riservarono un’accoglienza ancora più ostile a Ordeonio, incolpandolo della disfatta: per suo ordine avevano affrontato in campo aperto i Batavi, contando sulle legioni in arrivo da Magonza; per il suo tradimento, giacché nessuno era intervenuto in loro appoggio, avevano subito un massacro. Gli altri eserciti ignoravano tutto ciò e il loro imperatore non ne sapeva nulla, mentre, col concorso di tante province, si sarebbe potuto soffocare sul nascere quella perfida manovra di Civile. Allora Ordeonio lesse le copie di tutti i messaggi inviati, per sollecitare aiuti, nelle Gallie, in Britannia, nelle Spagne; e stabilì un precedente pericolosissimo, consegnando i messaggi agli aquiliferi delle legioni, dai quali venivano letti ai soldati prima che ai comandanti. Poi ordina di mettere in catene uno dei rivoltosi, non perché le responsabilità fossero di uno solo, ma per affermare i diritti che gli spettavano. L’esercito mosse da Bonna diretto a Colonia Agrippinese, mentre intanto affluivano i rinforzi dei Galli, da principio in deciso appoggio alla causa di Roma. Più tardi, col rafforzarsi dei Germani, numerose popolazioni presero le armi contro di noi, col miraggio della libertà e, una volta scosso il giogo della schiavitù, per smania di dominio. La collera delle legioni ingigantiva e la carcerazione di un unico soldato non aveva intimidito la massa, anzi era l’accusato a denunciare la complicità del comandante, dichiarando che, per essere egli stato intermediario tra Civile e Flacco, si voleva eliminare con false accuse un testimonio vero. Salì allora Vocula sul palco del comando e con ammirevole fermezza ordinò di prendere il soldato e condurlo, mentre sbraitava proteste, al supplizio: fra lo smarrimento dei turbolenti, i buoni eseguono gli ordini. Dopo di che, reclamando tutti all’unanimità Vocula come loro capo, Flacco gli conferì il comando.