Traduzione di Paragrafo 20, Libro 4 di Tacito

Versione originale in latino


Batavi cum castris Bonnensibus propinquarent, praemisere qui Herennio Gallo mandata cohortium exponeret. Nullum sibi bellum adversus Romanos, pro quibus totiens bellassent: longa atque inrita militia fessis patriae atque otii cupidinem esse. Si nemo obsisteret, innoxium iter fore: sin arma occurrant, ferro viam inventuros. Cunctantem legatum milites perpulerant fortunam proelii experiretur. Tria milia legionariorum et tumultuariae Belgarum cohortes, simul paganorum lixarumque ignava sed procax ante periculum manus omnibus portis prorumpunt ut Batavos numero imparis circumfundant. Illi veteres militiae in cuneos congregantur, densi undique et frontem tergaque ac latus tuti; sic tenuem nostrorum aciem perfringunt. Cedentibus Belgis pellitur legio, et vallum portasque trepidi petebant. Ibi plurimum cladis: cumulatae corporibus fossae, nec caede tantum et vulneribus, sed ruina et suis plerique telis interiere. Victores colonia Agrippinensium vitata, nihil cetero in itinere hostile ausi, Bonnense proelium excusabant, tamquam petita pace, postquam negabatur, sibimet ipsi consuluissent.

Traduzione all'italiano


I Batavi, in prossimità del campo di Bonna, mandarono a precederli un messo che esprimesse il punto di vista delle coorti a Erennio Gallo: loro non avevano nulla contro i Romani, per i quali tante volte avevano combattuto; dopo un lungo e infruttuoso servizio, avevano desiderio di tornare in patria a una vita tranquilla; se nessuno li avesse contrastati, sarebbero passati senza creare problemi, ma se avessero incontrato resistenza, si sarebbero aperta la strada con le armi. Esita il legato, ma i soldati lo spingono a tentare la sorte in battaglia. Tremila legionari, le coorti dei Belgi inquadrate con fretta indiscriminata, un gruppo di indigeni e di inservienti, gente vile e prima di combattere gradassa, si lanciano fuori da tutte le porte per accerchiare i Batavi, inferiori di numero. Costoro, esperti veterani, si raggruppano in formazione a cuneo, compatti e ben difesi da ogni parte, in fronte, alle spalle e sui lati, e sfondano le linee non profonde dei nostri. Cedono i Belgi, batte in ritirata la legione: corrono in disordine verso le porte del vallo. La strage peggiore avvenne lì: la fossa rigurgitava di cadaveri di uomini caduti non solo sotto i colpi del nemico, ma travolti dalla massa e uccisi dalle armi dei propri compagni. I vincitori, evitata Colonia Agrippinese, non osarono aprire altre ostilità nel corso del loro viaggio; e giustificavano la battaglia di Bonna, perché, chiesta la pace e vistosela negare, avevano dovuto cavarsela da soli.