Traduzione di Paragrafo 16, Libro 4 di Tacito

Versione originale in latino


Civilis dolo grassandum ratus incusavit ultro praefectos quod castella deseruissent: se cum cohorte, cui praeerat, Canninefatem tumultum compressurum, illi sua quisque hiberna repeterent. Subesse fraudem consilio et dispersas cohortis facilius opprimi, nec Brinnonem ducem eius belli, sed Civilem esse patuit, erumpentibus paulatim indiciis, quae Germani, laeta bello gens, non diu occultaverant. Ubi insidiae parum cessere, ad vim transgressus Canninefatis, Frisios, Batavos propriis cuneis componit: derecta ex diverso acies haud procul a flumine Rheno et obversis in hostem navibus, quas incensis castellis illuc adpulerant. Nec diu certato Tungrorum cohors signa ad Civilem transtulit, perculsique milites improvisa proditione a sociis hostibusque caedebantur. Eadem etiam <in> navibus perfidia: pars remigum e Batavis tamquam imperitia officia nautarum propugnatorumque impediebant; mox contra tendere et puppis hostili ripae obicere: ad postremum gubernatores centurionesque, nisi eadem volentis, trucidant, donec universa quattuor et viginti navium classis transfugeret aut caperetur.

Traduzione all'italiano


Civile, convinto che gli convenisse giocare d’astuzia, si fece avanti ad accusare i prefetti di avere abbandonato i posti fortificati: s’impegnava a soffocare l’insurrezione dei Canninefati con la coorte al suo comando e li invitava a tornare tutti alle loro sedi invernali. Allora fu chiaro che nella sua proposta si annidava l’inganno; che le coorti, disperse, sarebbero state schiacciate più facilmente; e che la mente di quella guerra non era Brinnone, ma Civile: stavano infatti emergendo, poco alla volta, una serie di indizi, fatti trasparire quasi sùbito dai Germani, per i quali la guerra è una gioia. Quando l’inganno risultò un’arma spuntata, Civile passa alla violenza scoperta e dispone i Canninefati, i Frisii e i Batavi nella loro tradizionale formazione a cuneo. Li fronteggiano in formazione i Romani a poca distanza dal fiume Reno, appoggiati dalle navi che, con la prua rivolta al nemico, si erano portate in quel punto in seguito all’incendio dei posti fortificati. Dopo breve combattimento, una coorte di Tungri passò dalla parte di Civile e i soldati romani, smarriti per l’improvviso tradimento, venivano massacrati da alleati e nemici. Eguale voltafaccia sulle navi: una parte dei rematori batavi, fingendosi inesperti, creavano intralcio alle manovre dei marinai e dei soldati; poi si misero a remare in senso contrario e a presentare le poppe alla riva nemica; infine trucidano timonieri e centurioni, tranne quelli d’accordo con loro, finché tutte le ventiquattro navi della flotta o passarono ai nemici o furono catturate.