Traduzione di Paragrafo 85, Libro 3 di Tacito

Versione originale in latino


Vitellium infestis mucronibus coactum modo erigere os et offerre contumeliis, nunc cadentis statuas suas, plerumque rostra aut Galbae occisi locum contueri, postremo ad Gemonias, ubi corpus Flavii Sabini iacuerat, propulere. Una vox non degeneris animi excepta, cum tribuno insultanti se tamen imperatorem eius fuisse respondit; ac deinde ingestis vulneribus concidit. Et vulgus eadem pravitate insectabatur interfectum qua foverat viventem.

Traduzione all'italiano


Con la punta delle spade forzano Vitellio ad alzare la faccia, per offrirla agli insulti e assistere al rovesciamento delle sue statue o guardare i rostri e il luogo dell’assassinio di Galba. Infine, lo scaraventano nelle Gemonie, dove era stato gettato il corpo di Flavio Sabino. Una sola parola, improntata a dignità, fu udita dalla sua bocca, quando al tribuno che lo insultava rispose ch’era pur sempre il suo comandante. Poi cadde sotto una gragnuola di colpi. E il volgo l’oltraggiava da morto con la stessa bassezza con cui l’aveva adulato da vivo.