Traduzione di Paragrafo 82, Libro 3 di Tacito

Versione originale in latino


Temptavit tamen Antonius vocatas ad contionem legiones mitigare, ut castris iuxta pontem Mulvium positis postera die urbem ingrederentur. Ratio cunctandi, ne asperatus proelio miles non populo, non senatui, ne templis quidem ac delubris deorum consuleret. Sed omnem prolationem ut inimicam victoriae suspectabant; simul fulgentia per collis vexilla, quamquam imbellis populus sequeretur, speciem hostilis exercitus fecerant. Tripertito agmine pars, ut adstiterat, Flaminia via, pars iuxta ripam Tiberis incessit; tertium agmen per Salariam Collinae portae propinquabat. Plebs invectis equitibus fusa; miles Vitellianus trinis et ipse praesidiis occurrit. Proelia ante urbem multa et varia, sed Flavianis consilio ducum praestantibus saepius prospera. Ii tantum conflictati sunt qui in partem sinistram urbis ad Sallustianos hortos per angusta et lubrica viarum flexerant. Superstantes maceriis hortorum Vitelliani ad serum usque diem saxis pilisque subeuntis arcebant, donec ab equitibus, qui porta Collina inruperant, circumvenirentur. Concurrere et in campo Martio infestae acies. Pro Flavianis fortuna et parta totiens victoria: Vitelliani desperatione sola ruebant, et quamquam pulsi, rursus in urbe congregabantur.

Traduzione all'italiano


Tuttavia Antonio riunì in assemblea le legioni e tentò di predisporle alla calma, in modo che, posto l’accampamento al ponte Milvio, rimandassero al giorno seguente l’entrata in Roma. Motivo della dilazione, il timore che i soldati, esasperati dalla battaglia, riversassero la loro violenza sul popolo, sul senato e perfino sui templi e sui sacrari degli dèi. Ma i soldati sospettavano in ogni ritardo il pericolo di veder compromessa la vittoria; intanto, il luccicare delle insegne sulle alture, benché seguite da un popolo imbelle, dava l’impressione di un esercito nemico. Divise le truppe in tre colonne, una parte mosse, da dove stava, lungo la via Flaminia, una seconda lungo la riva del Tevere, mentre la terza si avvicinava, seguendo la via Salaria, alla porta Collina. Una carica di cavalleria disperse la plebe, ma si trovarono di fronte i soldati vitelliani, divisi anch’essi, a difesa, in tre settori. S’accesero, davanti alla città, molti scontri, con esiti vari, anche se in prevalenza favorevoli ai Flaviani per l’abilità dei comandanti. Si trovarono in difficoltà, di fronte a un’aspra resistenza, soltanto quelli che, sulla sinistra della città, avevano piegato, per vicoli stretti e scivolosi, verso gli orti sallustiani. In piedi sui muri degli orti, i Vitelliani riuscirono a ricacciare gli assalitori con lanci di sassi e giavellotti, fino a sera, cioè fin quando non vennero circondati dai cavalieri che avevano sfondato da porta Collina. Anche nel Campo Marzio si scontrarono gli opposti reparti. Stavano dalla parte dei Flaviani la fortuna e la vittoria già tante volte ottenuta; i Vitelliani attaccavano con la sola forza della disperazione e, benché respinti, si raccoglievano di nuovo all’interno della città.