Traduzione di Paragrafo 79, Libro 3 di Tacito

Versione originale in latino


Antonius per Flaminiam ad Saxa rubra multo iam noctis serum auxilium venit. Illic interfectum Sabinum, conflagrasse Capitolium, tremere urbem, maesta omnia accepit; plebem quoque et servitia pro Vitellio armari nuntiabatur. Et Petilio Ceriali equestre proelium adversum fuerat; namque incautum et tamquam ad victos ruentem Vitelliani, interiectus equiti pedes, excepere. Pugnatum haud procul urbe inter aedificia hortosque et anfractus viarum, quae gnara Vitellianis, incomperta hostibus metum fecerant. Neque omnis eques concors, adiunctis quibusdam, qui nuper apud Narniam dediti fortunam partium speculabantur. Capitur praefectus alae Iulius Flavianus; ceteri foeda fuga consternantur, non ultra Fidenas secutis victoribus.

Traduzione all'italiano


Aiuto tardivo portò Antonio, spintosi a notte inoltrata, lungo la via Flaminia fino ai Sassi Rossi. Lì seppe dell’uccisione di Sabino, dell’incendio del Campidoglio, del panico di Roma, insomma una serie di brutte notizie. E gli riferirono che anche la plebe e gli schiavi si stavano armando a difesa di Vitellio. Anche la cavalleria di Petilio Ceriale era uscita male da uno scontro: infatti, mentre procedeva senza precauzioni, come addosso a un nemico già vinto, lo affrontarono reparti vitelliani, misti di fanteria e cavalleria. La battaglia si svolse vicino alla città, fra case, giardini e strade tortuose, noti ai vitelliani, ma sconosciuti ai nemici, sicché questi si lasciarono prendere dalla paura. Per di più tra i cavalieri non c’era eguale combattività, perché ne facevano parte alcuni soldati che, arresisi poco prima a Narni, stavano a guardare da che parte volgesse la fortuna. Viene catturato il comandante di squadrone Giulio Flaviano; gli altri, in preda alla paura, fuggono vergognosamente, con alle calcagna i vincitori, spintisi però non oltre Fidene.