Traduzione di Paragrafo 52, Libro 3 di Tacito

Versione originale in latino


Antonio ducibusque partium praemitti equites omnemque Umbriam explorari placuit, si qua Appennini iuga clementius adirentur: acciri aquilas signaque et quidquid Veronae militum foret, Padumque et mare commeatibus compleri. Erant inter duces qui necterent moras: quippe nimius iam Antonius, et certiora ex Muciano sperabantur. Namque Mucianus tam celeri victoria anxius et, ni praesens urbe potiretur, expertem se belli gloriaeque ratus, ad Primum et Varum media scriptitabat, instandum coeptis aut rursus cunctandi utilitates disserens atque ita compositus ut ex eventu rerum adversa abnueret vel prospera agnosceret. Plotium Grypum, nuper a Vespasiano in senatorium ordinem adscitum ac legioni praepositum, ceterosque sibi fidos apertius monuit, hique omnes de festinatione Primi ac Vari sinistre et Muciano volentia rescripsere. Quibus epistulis Vespasiano missis effecerat ut non pro spe Antonii consilia factaque eius aestimarentur.

Traduzione all'italiano


Antonio e gli altri comandanti decisero di mandare avanti la cavalleria a esplorare tutta l’Umbria e a trovare un punto in cui l’Appennino fosse più agevolmente valicabile; decisero ancora di richiamare da Verona le legioni, i reparti e tutti i soldati colà rimasti e di riempire il Po e il mare di convogli di rifornimento. Qualcuno dei comandanti cercava di prendere tempo: Antonio aveva assunto toni troppo autoritari e si aspettavano vantaggi più sicuri da Muciano. Questi infatti, preoccupato per una vittoria tanto fulminea e persuaso di essere escluso dalla gloria di quella guerra, se non fosse stato lui a impadronirsi di Roma, inviava continui messaggi ambivalenti a Primo e a Varo, argomentando la bontà di proseguire decisamente l’azione o al contrario la convenienza di frenare l’avanzata, giocando in modo tale con le parole, da potere, a seconda degli eventi, rifiutare la responsabilità dell’insuccesso o attribuirsi il merito del successo. Istruzioni più scoperte mandò a Plozio Gripo, immesso di recente da Vespasiano nell’ordine senatorio e preposto al comando di una legione, e agli altri a lui fidati; e tutti costoro gli risposero insistendo, con malevoli giudizi, sulla precipitazione di Primo e di Varo. Era quello che voleva Muciano: queste lettere, recapitate a Vespasiano, ebbero l’effetto di gettare sulle scelte operative di Antonio una luce ben diversa da quella sperata.