Traduzione di Paragrafo 49, Libro 3 di Tacito

Versione originale in latino


Dum hac totius orbis nutatione fortuna imperii transit, Primus Antonius nequaquam pari innocentia post Cremonam agebat, satis factum bello ratus et cetera ex facili, seu felicitas in tali ingenio avaritiam superbiam ceteraque occulta mala patefecit. Ut captam Italiam persultare, ut suas legiones colere; omnibus dictis factisque viam sibi ad potentiam struere. Utque licentia militem imbueret interfectorum centurionum ordines legionibus offerebat. Eo suffragio turbidissimus quisque delecti; nec miles in arbitrio ducum, sed duces militari violentia trahebantur. Quae seditiosa et corrumpendae disciplinae mox in praedam vertebat, nihil adventantem Mucianum veritus, quod exitiosius erat quam Vespasianum sprevisse.

Traduzione all'italiano


Mentre in questo sconvolgimento mondiale la fortuna dell’impero passava in altre mani, Primo Antonio seguiva, dopo Cremona, una condotta non altrettanto irreprensibile, forse pensando di aver risolto la guerra e che il resto sarebbe stato tutto facile; o forse che il successo, in uno come lui, avesse scoperchiato l’avidità, l’orgoglio e gli altri vizi nascosti. Calpestava l’Italia come terra di conquista, curava le legioni come proprietà personale e ogni parola, ogni gesto li finalizzava a costruirsi una via per il potere. Per istradare i soldati all’arbitrio, affidava alle legioni la sostituzione dei centurioni caduti. Con tale sistema si favoriva la scelta dei più turbolenti, per cui non i soldati dipendevano dai capi, bensì questi si trovavano alla mercé della violenza di quelli. Gesti potenzialmente sovversivi e destinati a minare la disciplina, che Antonio volgeva a suo profitto, incurante dell’arrivo ormai prossimo di Muciano: cosa questa per lui ancor più rovinosa che non aver tenuto conto degli ordini di Vespasiano.