Traduzione di Paragrafo 48, Libro 3 di Tacito

Versione originale in latino


Advertit ea res Vespasiani animum ut vexillarios e legionibus ducemque Virdium Geminum spectatae militiae deligeret. Ille incompositum et praedae cupidine vagum hostem adortus coegit in navis; effectisque raptim Liburnicis adsequitur Anicetum in ostio fluminis Chobi, tutum sub Sedochezorum regis auxilio, quem pecunia donisque ad societatem perpulerat. Ac primo rex minis armisque supplicem tueri: postquam merces proditionis aut bellum ostendebatur, fluxa, ut est barbaris, fide pactus Aniceti exitium perfugas tradidit, belloque servili finis impositus. Laetum ea victoria Vespasianum, cunctis super vota fluentibus, Cremonensis proelii nuntius in Aegypto adsequitur. Eo properantius Alexandriam pergit, ut fractos Vitellii exercitus urbemque externae opis indigam fame urgeret. Namque et Africam, eodem latere sitam, terra marique invadere parabat, clausis annonae subsidiis inopiam ac discordiam hosti facturus.

Traduzione all'italiano


Questo stato di cose richiamò l’attenzione di Vespasiano, che fece intervenire un distaccamento di legionari al comando di Virdio Gemino, ufficiale di provata esperienza. Egli attaccò il nemico sbandato a razziare e lo costrinse a risalire sulle navi. Poi, in fretta, costruisce delle liburniche e raggiunge, all’imboccatura del fiume Cobo, Aniceto, protetto dal re dei Sedochezi, che da lui si era lasciato indurre, con denaro e con doni, a dargli appoggio. Sulle prime il re, pressato dalle preghiere di Aniceto, ne prese le difese minacciando un intervento armato; ma quando ebbe a scegliere tra una ricompensa per il tradimento o la guerra, con un voltafaccia tipico dei barbari, contrattò la morte di Aniceto e consegnò i ribelli. Così si concluse quella guerra servile. Già lieto per quella vittoria, Vespasiano, sull’onda di un successo superiore all’attesa, fu raggiunto in Egitto dalla notizia della battaglia di Cremona. Tanto più s’affretta a raggiungere Alessandria, per far pressione sugli eserciti disfatti di Vitellio e su Roma, dipendente dagli approvvigionamenti esterni, affamandoli. E si preparava ad assalire, per terra e per mare, anche l’Africa, posta dallo stesso lato del Mediterraneo, deciso a provocare, bloccando i rifornimenti di grano, fame e discordia fra i nemici.