Traduzione di Paragrafo 46, Libro 3 di Tacito

Versione originale in latino


Turbata per eosdem dies Germania, et socordia ducum, seditione legionum, externa vi, perfidia sociali prope adflicta Romana res. Id bellum cum causis et eventibus (etenim longius provectum est) mox memorabimus. Mota et Dacorum gens numquam fida, tunc sine metu, abducto e Moesia exercitu. Sed prima rerum quieti speculabantur: ubi flagrare Italiam bello, cuncta in vicem hostilia accepere, expugnatis cohortium alarumque hibernis utraque Danuvii ripa potiebantur. Iamque castra legionum excindere parabant, ni Mucianus sextam legionem opposuisset, Cremonensis victoriae gnarus, ac ne externa moles utrimque ingrueret, si Dacus Germanusque diversi inrupissent. Adfuit, ut saepe alias, fortuna populi Romani, quae Mucianum virisque Orientis illuc tulit, et quod Cremonae interim transegimus. Fonteius Agrippa ex Asia (pro consule eam provinciam annuo imperio tenuerat) Moesiae praepositus est, additis copiis e Vitelliano exercitu, quem spargi per provincias et externo bello inligari pars consilii pacisque erat.

Traduzione all'italiano


In quello stesso periodo un turbine di rivolte attraversò la Germania e, per la negligenza dei generali, l’insubordinazione delle legioni, la forza degli assalitori esterni e l’infedeltà degli alleati, la potenza romana giunse a un passo dal suo disfacimento. Sulle cause e le vicende di questa guerra, che si trascinò molto a lungo nel tempo, tornerò più avanti. Si ribellarono anche i Daci, fedeli mai, ma allora privi di paura, per essere stato trasferito altrove l’esercito della Mesia. Inizialmente si limitarono a osservare, senza muoversi, i primi atti del conflitto; come seppero che la guerra divampava in Italia e tutto l’impero era diviso in campi contrapposti, espugnarono gli acquartieramenti invernali della fanteria e cavalleria ausiliaria, rendendosi padroni delle due rive del Danubio. E si preparavano a distruggere il campo delle legioni, ma Muciano li fronteggiò con la Sesta legione: già sapeva della vittoria di Cremona e voleva evitare che le pressioni esterne si facessero sentire su due fronti, qualora Daci e Germani avessero attaccato su due fronti. Ci soccorse, come tante altre volte, la fortuna del popolo romano: lei volle che Muciano conducesse là le forze d’Oriente, mentre intanto a Cremona tutto si risolveva. Fonteio Agrippa, che aveva governato l’Asia per un anno come proconsole, fu spostato da quella provincia e preposto alla Mesia e gli si diede un supplemento di truppe provenienti dall’esercito vitelliano. Rientrava nelle scelte politiche al servizio della pace distribuire quei soldati nelle varie province e impegnarle sul fronte esterno.