Traduzione di Paragrafo 45, Libro 3 di Tacito

Versione originale in latino


Ea discordia et crebris belli civilis rumoribus Britanni sustulere animos auctore Venutio, qui super insitam ferociam et Romani nominis odium propriis in Cartimanduam reginam stimulis accendebatur. Cartimandua Brigantibus imperitabat, pollens nobilitate; et auxerat potentiam, postquam capto per dolum rege Carataco instruxisse triumphum Claudii Caesaris videbatur. Inde opes et rerum secundarum luxus: spreto Venutio (is fuit maritus) armigerum eius Vellocatum in matrimonium regnumque accepit. Concussa statim flagitio domus: pro marito studia civitatis, pro adultero libido reginae et saevitia. Igitur Venutius accitis auxiliis, simul ipsorum Brigantum defectione in extremum discrimen Cartimanduam adduxit. Tum petita a Romanis praesidia. Et cohortes alaeque nostrae variis proeliis, exemere tamen periculo reginam; regnum Venutio, bellum nobis relictum.

Traduzione all'italiano


Tali contrasti e le voci ricorrenti di una guerra civile ridiedero animo ai Britanni, per iniziativa di Venuzio, il quale, a parte il temperamento bellicoso e l’odio contro i Romani, era spinto anche da risentimenti personali contro la regina Cartimandua. Costei, di autorevole nobiltà, esercitava il suo potere sui Briganti e aveva aumentato il suo potere da quando, catturato a tradimento il re Carataco, le si attribuiva il merito di aver consentito il trionfo di Claudio Cesare. Da qui le ricchezze e la corruzione che s’accompagnano al successo: ripudiato Venuzio, il marito, condivise il letto e il regno con lo scudiero di lui, Vellocato. Ma lo scandalo travolse il suo casato: le simpatie del popolo erano per il marito; per l’adultero la passione e la crudeltà della regina. Venuzio, dunque, con aiuti raccolti da fuori e sostenuto dagli stessi Briganti, ribellatisi, ridusse Cartimandua in una posizione molto critica. Ella chiese allora sostegno ai Romani. Le nostre coorti e la nostra cavalleria, dopo una serie di successi e di insuccessi, riuscirono a salvare la regina dal pericolo: a Venuzio rimase il regno, a noi la guerra.