Traduzione di Paragrafo 40, Libro 3 di Tacito

Versione originale in latino


Fabius interim Valens multo ac molli concubinarum spadonumque agmine segnius quam ad bellum incedens, proditam a Lucilio Basso Ravennatem classem pernicibus nuntiis accepit. Et si coeptum iter properasset, nutantem Caecinam praevenire aut ante discrimen pugnae adsequi legiones potuisset; nec deerant qui monerent ut cum fidissimis per occultos tramites vitata Ravenna Hostiliam Cremonamve pergeret. Aliis placebat accitis ex urbe praetoriis cohortibus valida manu perrumpere: ipse inutili cunctatione agendi tempora consultando consumpsit; mox utrumque consilium aspernatus, quod inter ancipitia deterrimum est, dum media sequitur, nec ausus est satis nec providit.

Traduzione all'italiano


Frattanto Fabio Valente, che avanzava con un ampio ed effeminato codazzo di concubine e di eunuchi, a un ritmo troppo lento per andare alla guerra, ebbe la fulminea notizia che Lucilio Basso aveva consegnato al nemico la flotta di Ravenna. Bastava accelerare il cammino e avrebbe prevenuto Cecina, ancora esitante, o comunque poteva ricongiungersi alle legioni prima dello scontro decisivo. Non mancò chi lo consigliasse di puntare coi reparti più fedeli, evitando Ravenna, lungo un itinerario defilato, subito su Ostiglia e Cremona. Altri suggerivano di richiamare da Roma le coorti pretorie e di aprirsi il passaggio con queste solide truppe. Ma consumò in discussioni, con sterile irresolutezza, il momento buono per agire. Infine, respinte le due tattiche suggerite, seguì una via di mezzo e non seppe né osare abbastanza, né esprimere sufficiente prudenza.